La sosta porta consiglio. E si spera anche un po’ di tranquillità. Arrivata forse nel momento giusto la pausa delle Nazionali per stemperare la grande tensione che si respira alla Juventus dopo il doppio cappotto maturato contro Atalanta e Fiorentina. Sette gol che hanno affossato la squadra e messo in bilico la panchina di un Thiago Motta vittima dei suoi errori e di una gestione pessima dello spogliatoio. E mentre il tecnico cerca i correttivi per il futuro l’ex stella bianconera Marco Tardelli va giù duro contro l’ambiente e l’allenatore italo-brasiliano.
Dal miraggio dello scudetto alla debacle in sette giorni. Triste destino per Thiago Motta che in una settimana ha rivissuto l’incubo della doppia eliminazione dalle coppe per mano del Psv e dell’Empoli. Poi è arrivato l’uno-due della morte con Atalanta e Fiorentina che ha affossato la classifica dei bianconeri e messo a rischio la sua panchina.
Subito dopo il ko di Firenze c’è stato un summit societario con lo stesso Thiago Motta. Fiducia rinnovata ma serve invertire il trend per riprendere il 4° posto Champions. Juve-Genoa sarà da questo punto di vista decisiva alla ripresa dopo la sosta.
Tudor e Mancini (che avrebbe già avuto un contatto con Giuntoli) sono i nomi in pole per l’eventuale ribaltone nell’immediato. Gasperini, Conte e Pioli quelli futuribili per la prossima stagione con l’incognita del Mondiale per club che capita praticamente a fine stagione.
Sempre schiatto, come in campo così fuori, Marco Tardelli nel suo contributo per La Stampa ha analizzato gli errori, o orrori, compiuti dalla Juventus negli ultimi mesi: “Tutto è iniziato con l’allontanamento di Allegri, licenziato nonostante la vittoria della Coppa Italia e la qualificazione alla Champions. Allontanamento inspiegabile se non con la volontà di cambiare le regole. Tutto in mano a Giuntoli e quello che non è stato fatto per Allegri si è pensato di farlo per Thiago Motta”.
Tardelli pone l’accento sul depauperamento della rosa in termini di personalità senza Danilo, Rabiot, critica la gestione di Vlahovic ma anche di Yildiz praticamente scomparso nelle ultime uscite al pari di Kolo Muani.
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