Si sofferma sul futuro della Roma Marco Conterio nel suo editoriale per Tmw. Questi i passaggi principali
Il coraggio di scegliere Daniele De Rossi, la famiglia Friedkin ce lo ha avuto. Così come ebbe quello di optare per José Mourinho, d’improvviso, quando nessuno lo avrebbe mai preventivato. Così come ebbe la forza e i sogni per scegliere prima Paulo Dybala e poi Romelu Lukaku, tanto da prendere un aereo, volare a Londra per caricare il centravanti belga e portarlo nella Capitale. Per questo l’immobilismo generale sulla scelta del direttore sportivo del dopo Tiago Pinto e lo stallo sul rinnovo di DDR stupiscono. E’ vero che sono due proprietari del ‘fare’, padre e figlio, Ryan e Dan. Però è inconcepibile come a gennaio, a febbraio, avessero spiegato che la scelta sull’uomo mercato sarebbe arrivata di lì a breve, invece ad oggi tutto è nelle mani della ad Lina Soloukou e di quello che era il vice di Pinto, Mauro Leo, peraltro pure lui a scadenza.
Cosa dovrebbe fare De Rossi di più, poi, per avere una chiamata sul rinnovo? Lui e Ryan Friedkin sono in costante contatto, ma l’allenatore non chiede lumi sul futuro e il presidente clamorosamente non gliene dà. Dunque non è ad oggi solo una questione mediatica: è un tema del quale non stanno parlando. Assurdo. Domani, se c’è una logica nel calcio e nel progetto Roma, i Friedkin chiamano DDR, gli sottopongono un’offerta e nel caso rinnovano.
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