Fino all’ultima giornata non sapeva se sarebbe rimasto o meno sulla panchina della Juventus: la riconferma Tudor se l’è sudata, dopo aver temuto di essere sostituito da Conte, Mancini, Pioli o Gasperini. In realtà Madama ci ha anche provato a prendere un allenatore di grido ma viste le difficoltà incontrate ha deciso di dare fiducia al tecnico croato. Che però ora dovrà dimostrare che la società non si è sbagliata, come sostiene Di Livio.
Intervistato da Tuttosport Di Livio ha belle parole per il croato (“Mi è sempre piaciuta la sua umiltà, appunto. Lui è entrato in uno spogliatoio di figure importanti. L’ha fatto in punta di piedi, con rispetto. Mi piace. Mi sembra concreto”) ma lo avvisa: “Mi pare pure sia entrato nella mentalità della Juventus. Non necessariamente un grande gioco, ma devono arrivare i risultati. Quel quarto posto in Champions è stato determinante per tanti motivi. Adesso si parte da zero. Ed è consapevole di dover fare risultato, altrimenti la Juve non ti aspetta. Non l’ha mai fatto con nessuno e con lui non farebbe certo un’eccezione”.
L’ex esterno approva la scelta di riscattare Conceicao: “Conceiçao a tratti si è caricato la squadra sulle spalle. È un giocatore vivace, veloce, salta l’uomo. Non ce ne sono tanti così e può fare la differenza”.
Ultime considerazioni sulla vicenda Vlahovic: “”Non so cos’accadrà. E non so nemmeno cosa l’abbia portato a tutta questa negatività. Lo percepisco cupo, triste, infelice. Lui deve tornare a essere sereno. A essere se stesso. Non è possibile che un attaccante così faccia tanta fatica. Vero, c’è il tema stipendio. E si parla molto di lui. Cosa deve ritrovare? La cattiveria, soprattutto”.
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