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Per Zazzaroni in Nazionale ci sono solo due top player: ma la colpa più grande è un’altra

La Nazionale di Spalletti si lecca le ferite dopo la sconfitta con la Spagna. Una mazzata non tanto sul piano del risultato, quanto del gioco. Furie Rosse padrone del campo dal primo all’ultimo minuto, Azzurri incapaci finanche di tirare in porta. Un disastro, insomma. Ma di chi è la colpa? E davvero qualcuno si aspettava che le cose potessero andare diversamente, viste le difficoltà incontrate dal Ct per allestire un gruppo competitivo in vista degli Europei? Interrogativi su cui si sofferma Ivan Zazzaroni nel suo editoriale, al solito scoppiettante, per il Corriere dello Sport. 

L’editoriale di Zazzaroni sulla Nazionale

Le riflessioni di Zazzaroni si aprono con le riflessioni sulla descrizione, spesso edulcorata, che degli Azzurri è stata fatta sui media. Bisognava prendere atto della realtà, evitando di descrivere l’Italia come uno squadrone: “Nella storia d’Italia ci sono nazionali che abbiamo amato tantissimo, quella dell’82 più delle altre. All’Azzurra di Luciano possiamo giusto voler bene. Anzi, dobbiamo farlo. Perché ha limiti indiscutibili, è fragile, il brutto anatroccolo della favola dei quattro titoli mondiali. E perché la colpa, in fondo, è soprattutto nostra: di chi l’ha descritta piena di cigni che cigni in realtà non sono”.

Italia da Serie A2, l’amara constatazione

Per Zazzaroni l’Italia può anche passare il turno, anzi probabilmente ce la farà e arriverà anche più avanti, ma rimarrà sempre e comunque una Nazionale di Serie A2 se le cose non dovessero cambiare a livello di qualità complessiva dell’organico. Che, al momento, dispone soltanto di due top player: “Anche se dovesse passare il turno, o andare addirittura oltre, resterebbe una Nazionale di A2, i cui unici valori elevati sono Donnarumma e Barella. Voler bene a questa squadra significa trasmettere ottimismo e fiducia prima di ogni evento. Considerare Bastoni e Calafiori dei grandi difensori: hanno piede, sono belli da vedere, ma sull’uomo vanno sempre in difficoltà e in mezzo all’area corrono, raramente li trovi in posizione”.

Giovanili campioni di tutto, ma poi chi gioca?

La colpa più grande però è un’altra: da qualche tempo le Nazionali giovanili azzurre vincono tutto, eppure i suoi ragazzi poi non giocano mai titolari in Serie A e neppure in Serie B. Questo, secondo Zazzaroni, è il vero mistero: “Voler male a questa squadra significa sovraccaricare di responsabilità l’allenatore che, potendo lavorare poco, non può incidere come vorrebbe e potrebbe. Da qualche tempo abbiamo le migliori nazionali giovanili, che vincono titoli e si fanno ammirare, eppure quei ragazzi non riusciamo a farli crescere nel calcio che conta. Siamo bravissimi a migliorare i nostri avversari e a peggiorare i talentini italiani”.

Rino Dazzo

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