L’ex allenatore del Napoli, Rudi Garcia, ha rilasciato dichiarazioni al veleno sulla sua breve esperienza all’ombra del Vesuvio. Neo commissario tecnico del Belgio, il tecnico francese ha raccontato a L’Equipe il suo rapporto non certo facile con il patron azzurro, Aurelio De Laurentiis.
Il tecnico francese ha voluto sottolineare come i risultati della disastrosa stagione post-Scudetto si siano alla fine rivelati dalla sua parte: “Mi sono sentito un po’ prigioniero, questo sì, ma, come si dice in Italia, il tempo è galantuomo. Li ho lasciati al quarto posto e alla fine sono arrivati decimi, con altri due allenatori. Eravamo anche quasi qualificati per gli ottavi di finale della Champions League…”.
Poi Garcia non usa mezzi giri di parole e ammette: “Non sono esente da colpe, ma ero nel giusto e i risultati che sono arrivati dopo il mio esonero dimostrano che gli errori li ha commessi il presidente. Di Napoli amavo tutto: la città, lo stadio, i tifosi, la squadra. Ma non l’interferenza del presidente De Laurentiis”.
“Quando fui esonerato – ha proseguito l’ex tecnico della Roma – ero ancora sotto contratto, con una clausola di riservatezza e i miei diritti d’immagine vincolati alla società. In Italia puoi venire licenziato, ma restare comunque legato a chi ti ha ingaggiato. Non c’era alcun accordo finanziario, sono rimasto sotto contratto fino all’estate del 2024”, ha concluso Garcia, rivelando quanto fosse complessa la sua posizione anche dopo l’addio ufficiale alla panchina partenopea.
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