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Napoli da scudetto, pagellone: Spalletti, 'no vas' e n'allucco. Kvara, beati noi! Osimhen, coi saluti a Higuain

17/11/2022 17:57

Napoli da scudetto, pagellone: Spalletti, 'no vas' e n'allucco. Kvara, beati noi! Osimhen, coi saluti a Higuain |  Sport e Vai

Le pagelle al Napoli dopo 15 giornate di campionato: la serie A ha trovato un protagonista, assoluto e inaspettato, che sta impresionando anche l'Europa del calcio che conta. Un inizio così, forse non se l’aspettava nemmeno Luciano Spalletti: perché 13 vittorie in 15 giornate, di cui 11 consecutive (fanno eccezione i pareggi contro Fiorentina e Lecce), non lasciano spazio a troppe interpretazioni.

Chi pensava a un Napoli troppo fragile per poter impensierire le grandi del Nord s’è dovuto ricredere in fretta, e gli 8 punti di vantaggio con i quali i partenopei sono andati alla sosta hanno confermato la bontà del nuovo corso tecnico Azzurro.

Champions League: Eintracht-Napoli agli ottavi  

Il tagliando è stato fatto, e la macchina viaggia spedita: un recap di quanto fatto da ogni singolo elemento nelle prime 15 gare di Serie A (bisognerebbe aggiungere le 6 di Champions che hanno portato i partenopei dritti agli ottavi da primi del girone) è il minimo che si possa fare, anche per incensare il gran lavoro svolto da Osimhen e compagni. Proprio in Europa, poi, il cammino quasi netto della fase a gironi e il sorteggio che non può far storcere il naso a nessuno (ottavi di finale Eintracht-Napoli con gara di ritorno al Maradona) sono un viatico per tenere vivi due sogni in uno.

Le pagelle del Napoli: la difesa

MERET 7,5: liberato della presenza ingombrante di Ospina, il 25enne ex Spal ha dimostrato di meritare tutta la fiducia e l’attenzione di cui gode un portiere di una big. Un solo errore contro il Bologna, ininfluente ai finire del risultato, e tante parate che lo incoronano come il degno guardiano della porta della capolista.

DI LORENZO 8: s’è ritrovato capitano, s’è preso ben volentieri il peso sulle spalle e ha cominciato a far capire ai compagni come ci si deve comportare. È l’anima non soltanto sulla corsia di destra, ma più in generale di un gruppo che lo riconosce leader. Ad oggi di terzini così non se ne vedono molti.

RRAHMANI 7: sta facendo debitamente il suo, il che non è poco vista anche la concorrenza. Peccato solo per l’infortunio che gli ha fatto saltare l’ultimo mese di partite, anche se per quando si tornerà in campo (contro l’Inter) ha promesso di volersi fare trovare pronto.

KIM 8: parlare di sorpresa è forse esagerato, ma se a Napoli si sono già dimenticati di Koulibaly il merito è tutto suo. Si presenta cantando Gangnam Style in ritiro e si capisce che è un fuoriclasse anche fuori dal campo. L’impatto con la Serie A avrebbe potuto destabilizzarlo, lui invece ha fatto capire subito di essere un giocatore cosmopolita, in grado di adattarsi a tutti i contesti. L’errore con l’Udinese è l’eccezione che conferma la regola. Le scuse ai tifosi ne evidenziano lo spessore umano. Granitico è dir poco, e fa anche gol.

OSTIGARD 7: studia per diventare grande, anche se ancora non ha tutto lo spazio che forse meriterebbe. Il suo lo fa alla grande in Champions (gol ai Rangers, più uno annullato col Liverpool), ma quando Spalletti chiama sa sempre come farsi trovare pronto.

JUAN JESUS 7: l’infortunio di Rrahmani l’ha rimesso al centro della scena e lui, da “vecchio marpione” qual è, non s’è fatto pregare. Ha aspettato in anticamera per un po’, poi ha ricordato a tutti perché Luciano stravede per lui. Abnegazione, professionalità e senso della posizione: avercene di centrali così…

ZANOLI sv: dura trovare spazio quando davanti c’è Di Lorenzo. Lui intanto studia, prende appunti e attende il suo momento (per ora solo 11 minuti: pochini…).

OLIVEIRA 6,5: lo stanno scoprendo adesso, perché Mario Rui a 31 anni non vuole ancora abdicare sulla corsia mancina, ma quando Mathias va in campo si vede distante un chilometro quanto sia ben allineato al resto del gruppo. Il gol a Cremona come ciliegina sulla torta, ma il meglio deve ancora venire.

MARIO RUI 7: con lui in campo il Napoli ha conosciuto solo vittorie, tranne che a Firenze (era in panchina con il Lecce e ad Anfield). Sta trovando una seconda giovinezza e quando tutti lo davano sul viale del tramonto ha risposto con carattere e personalità. Peccato per la mancata chiamata in Qatar, ma almeno potrà lavorare con i compagni.

Le pagelle del Napoli: il centrocampo

ANGUISSA 8: è diventato il vero valore aggiunto della mediana, e non era affatto scontato che potesse accadere. Spalletti l’ha prima incoraggiato, poi responsabilizzato, infine lanciato definitivamente sulla scena. Fin qui è stato molto più di un semplice motore, e le prospettive di crescita sono ancora enormi.

LOBOTKA 8: piedi vellutati, cervello veloce, idee brillanti. È l’anello di congiunzione tra i reparti, ma soprattutto è colui che riesce a far accendere i sogni. Difficile immaginarlo così nel vivo della manovra e soprattutto così performante, ma lui ha mandato al bar gli scettici. Il fu Jorginho, ma molto “più” di Jorginho.

DEMME 6: l’esplosione di Lobotka l’ha mandato subito fuori dal radar, e poi anche un infortunio non è che lo abbia aiutato tanto. Ha piedi meno vellutati ma ha comunque molto da offrire. Difficile che non si faccia notare nel proseguo dell’annata, ma per ora è da sufficienza striminzita.

NDOMBELÈ 6,5: Spalletti l’ha promosso a primo cambio della mediana, e tutto sommato il ruolo in uscita dalla panchina (tipo il sesto uomo del basket) gli calza a pennello. Duttile, fisico, dinamico, incarna comunque il prototipo del giocatore che in questo collettivo si staglia a meraviglia. Ha saltato solo 2 gare su 21: resilienza.

ZIELINSKI 7,5: pretoriano di Luciano, che l’ha buttato dentro in tutte le 21 gare stagionali, ha dimostrato cosa significhi essere un uomo, prima ancora che un calciatore. Perché a ridosso del mondiale, quando tutti hanno alzato il piede dall’acceleratore, lui ha fatto l’opposto, trovando il gol nelle ultime due gare e alzano il livello. Tuttocampista può bastare?

GAETANO 6: voto di stima: appena tre gettoni di presenza, ma con tutta quella concorrenza e con una macchina che viaggia così spedita non c’è nemmeno da stare a recriminare. Ha la fortuna di crescere in un ambiente idilliaco.

ELMAS 7: jolly prezioso, ormai più avvezzo a fare l’esterno d’attacco che non il terzo di centrocampo. Vede bene la porta (chiedere ad Atalanta e Udinese), si sacrifica in copertura, sa essere ficcante quando riparte l’azione. Non ha fatto rimpiangere Kvara, e non è da tutti…

Le pagelle del Napoli: la linea d'attacco

OSIMHEN 9: il voto lo suggeriscono i gol fatti,  che non sono pochi pensando alle 4 gare saltate per infortunio. Senza Coppa d’Africa e senza mondiale, quest’anno potrà ripartire subito di slancio, e per gli avversari non è una bella notizia. Osi è diventato un attaccante debordante: segna in ogni modo, soprattutto fa gol pesanti (vedi Roma e Bergamo), sprizza potenza da ogni poro. Per questo potrebbe riuscire dove anche Cavani e Higuain hanno fallito…

LOZANO 7,5: il “Chucky” è diventato grande, nel senso che ha preso finalmente piena coscienza dei propri mezzi. Una scheggia su quella fascia, una spina nel fianco per qualunque difesa. Si sente coinvolto, i tifosi l’adorano, lui c’ha preso gusto. E la sensazione è che possa fare ancora meglio (pure di così?...).

SIMEONE 7,5: deve accontentarsi delle “briciole” che Osi gli concede, ma lui dimostra di non farsi troppi scrupoli quando c’è da raccoglierle. Intanto la media gol è altisonante: una palla in rete ogni ora e spiccioli di partita, roba che la stragrande maggioranza degli attaccanti si sognano. E quella segnata al Milan vale oro colato.

KVARATSKHELIA 9: beato chi se l’è portato a casa. Perché col tempo s’è scoperto che le pretendenti non erano poche, ma solo il Napoli ha piazzato il colpo. Il georgiano è il crack del campionato: imprendibile sulla fascia sinistra, dinamitardo quando c’è da puntare a rete o servire un compagno. E anche quando s’è assentato per infortunio, i compagni hanno dimostrato di aver imparato a sfruttare il suo impatto sul gioco. Anche per questo sarà dura tenerlo a lungo all’ombra del Vesuvio.

RASPADORI 6,5: dopo il “parto” estivo, complice una trattativa fiume col Sassuolo, Giacomino ha dimostrato di meritarsi una big. Impatto soft, ma neanche troppo: in Serie A ha segnato solo una volta (4 in Champions), ma non è stato con le mani in mano. Anche se nell’ultimo mese è sembrato finire un po’ ai margini.

POLITANO 7: aveva la valigia pronta, l’ha sfatta ed è rimasto, scegliendo la cosa migliore in assoluto. Anche perché strada facendo si sta facendo largo, guadagnando minuti e mostrando lampi di classe con adeguata continuità. Somiglia a una scommessa vinta, ma la verità è che con Politano tutti andrebbero sul sicuro.

ZERBIN 6: sta crescendo all’ombra di una linea d’attacco che fa invidia a tutto il mondo. E lui si sta ritagliando il suo spazio, ben sapendo che alla fine arriverà anche la sua occasione. E il futuro è comunque dalla sua parte.

Le pagelle del Napoli: l'allenatore

SPALLETTI 9,5: senza quel pari col Lecce, probabilmente sarebbe davvero da 10 (lo 0-0 a Firenze ad agosto inoltrato non è mai da disprezzare). Disegna un Napoli semplice, ma che dalla semplicità riesce a costruire piccoli sogni. La società lo ha aiutato, perché Kim e Kvara sono due autentici big. Lui ha fatto il resto: la crescita di Anguissa, quella altrettanto evidente di Lobotka, la capacità di poter cambiare addendi mantenendo sempre lo stesso risultato. Dicono che nel girone di ritorno le squadre di Spalletti calano, ma in realtà i numeri smentiscono questa tesi. E 8 punti di vantaggio non sono affatto pochi. Coi suoi calciatori è bastone e carota, 'no vas' e n'allucc'. Vuole cementare il gruppo a scapito del singolo: un bacio e un urlo, una carezza e un rimprovero. Se azzecca il gennaio perfetto, tanti saluti a tutti.


Tags: Lobotka di lorenzo osimhen Kvaratskhelia

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