La prevenzione è fondamentale, i controlli sono assidui: lo abbiamo sentito più volte in queste ore nel parlare del caso Bove ma ecco che dal medico della Lazio, Ivo Pulcini, arriva una rivelazione scottante su un calciatore «importantissimo» di serie A che oggi ancora gioca e «va per la maggiore» che a suo avviso nel 2019 non aveva i requisiti minimi di salute per stare sui campi di calcio.
Intervistato da Il Messaggero Pulcini racconta un episodio inquietante. Partendo da quello che è accaduto Roma che rispedì Danso al Lens dal Campus Biomedico a causa di problemi di salute, il medico della Lazio racconta: «Nel 2019 io visitai un giocatore importantissimo, che adesso sta andando per la maggiore e gioca in questa Serie A. Ma io non lo ritenni idoneo a giocare a calcio. Venne visitato in tre cliniche differenti perché l’ex direttore sportivo della Lazio Igli Tare lo voleva a ogni costo. Ma il no rimase fermo. Oggi, a meno di interventi successivi, il calciatore è in campo ma senza idoneità”.
Pulcini elogia anche l’intervento di Danilo Cataldi, ex biancoceleste, che ha salvato Bove con una manovra imparata a Formello: «La Lazio gli ha insegnato quel primo soccorso che è patrimonio culturale di tutti i giocatori del club. Danilo ha un certificato internazionale dell’Acls American heart association per soccorrere le persone in qualunque situazione di emergenza». La Lazio usa anche il Sds, Sudden death screening, e prevede, con dieci anni d’anticipo, la morte improvvisa in campo. Su Bove Pulcini si sente di escludere «una crisi epilettica improvvisa se non l’aveva mai avuta in passato. Quella problematica, con una specialista e una precisa procedura, potrebbe tranquillamente essere tenuta sotto controllo».
Si passa poi al futuro di Bove: «se dovessero essere riscontrate aritmie, andrebbe valutato con diverse prove da sforzo, ciclo ergometro, elettrocardiogramma e tac coronarica, la risonanza magnetica-cardiaca. Tutti i metodi con cui si dà o si nega l’idoneità a un soggetto. Certo, comunque rischierebbe di non poter più giocare in Serie A». Mentre rimarrebbe aperta l’ipotesi di vederlo solo in alcuni campionati all’estero, come la Premier League. «Mi sembra strano però non siano state riscontrate precedentemente dagli esami di idoneità con la Roma. Dipende però sempre dalle valutazioni soggettive dei medici e dalla propria esperienza sul campo».
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