Chi prenderà il posto di Darren Cahill come coach di Jannik Sinner a partire dalla prossima stagione, quando il tecnico australiano ha annunciato che andrà in pensione? Si fanno tanti nomi, alcuni anche intriganti e suggestivi: da Ivanisevic a Ljubicic, da McEnroe a Federerer. L’ultimo in ordine di tempo non è meno stuzzicante, visto che corrisponde nientemeno che ad Andre Agassi, un altro dei big più amati e stimati del panorama internazionale. Sarà lui a guidare Jannik in futuro insieme a Vagnozzi? Spunta una clamorosa telefonata.
Come rivelato dal Corriere della Sera, venerdì lo stesso Cahill e Agassi si sono sentiti al telefono. È stato il coach australiano a chiamare lo statunitense per chiedergli un parere: “Mi interessava sapere come vede il tennis di Jannik di cui è un grande fan e in quali aree immagina i prossimi miglioramenti”. Ma naturalmente, la discussione e il fatto stesso che Cahill abbia cercato Agassi possono rappresentare indizi relativi a qualcos’altro. Probabilmente una presa di contatto in vista di rapporti più stretti in futuro, quasi Cahill stia preparando in prima persona il “passaggio di consegne” al suo successore.
Un’altra telefonata importante ha riguardato Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, che nel loro podcast di grande successo hanno commentato l’esito delle semifinali degli Australian Open. Particolarmente caustico e tagliente il giudizio di “Adrianone” su Novak Djokovic, che si è ritirato al termine del primo set perso contro Sascha Zverev. “Ma quale strappo!”, ha messo in dubbio Panatta. “Forse aveva una piccola contrattura. Magari se avesse vinto il primo set avrebbe anche continuato. Ma noi sappiamo certe cose di Djokovic, non sono nuove”.
L’ex capitano azzurro di Davis, volto noto anche della Domenica Sportiva sulle reti Rai, ha poi analizzato nel dettaglio le prospettive di Sinner contro Zverev nella finalissima del primo Slam dell’anno, in programma domenica alle 9.30 alla Rod Laver Arena di Melbourne: “Finalmente abbiamo un giocatore che può davvero impensierire Sinner e che gli può far giocare la prima partita vera. La cosa che mi sconcerta è che non ci sono giocatori a quel livello a parte il tedesco, Alcaraz e proprio Djokovic. Per me Jannik parte comunque favorito ma il tedesco è un giocatore solido, bravo in difesa e che nonostante la stazza si muove molto bene a fondo campo”.
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