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Milan, Ordine spiega perché non è una squadra da scudetto

E’ bastata la prima conferenza ufficiale di Allegri a ridare un pizzico di entusiasmo al depresso ambiente milanista: la tranquilllità di un tecnico esperto e vincente e che per di più conosce bene l’ambiente, avendoci già lavorato (con tanto di scudetto) ha messo un freno allo scetticismo dei tifosi ma che Milan bisogna aspettarsi? Per Franco Ordine è sbagliato sognare già lo scudetto.

I limiti di Allegri

Per la firma de Il Giornale si vede subito che il clima a Milanello è cambiato ed è sicuro che Allegri possa  portare disciplina, equilibrio tattico, senso di appartenenza, cultura del lavoro “ma non ha ancora la capacità a moltiplicare i gol e i punti che mancano all’appello per recuperare il distacco dalla testa del campionato scorso. Ho dato una occhiata ai pronostici delle agenzie di scommesse e ho notato che il Milan è nelle retrovie, come è logico che sia al momento, col Napoli capolista tallonato dall’Inter”.

Cosa manca ai rossoneri

Ordine spulcia la rosa e trova il gap: “Sono partiti Reijnders e Theo Hernandez. Insieme le due cessioni hanno fatturato 14 gol in campionato (10 l’olandese, 4 il francese) e andarli a recuperare non sarà così semplice anche se dovesse arrivare a centrocampo Jashari. Questo significa che Allegri non dovrà solo garantire un maggior equilibrio all’intero team, potenziare la tenuta stagna della difesa, ma provare da qualche parte a tirare fuori quei gol che sono partiti con le due eccellenti cessioni. Ecco perché pensare che il Milan, con il solo campionato a disposizione, possa puntare dritto allo scudetto, al momento mi sembra un pronostico impegnativo e non aderente alla cifra tecnica della squadra che dev’essere ancora completata in almeno altri due reparti (terzini e centravanti di scorta)”.

Fiducia in Gimenez

Infine un consiglio: “Sono tra quelli che non considerano Santi Gimenez un acquisto da rispedire al mittente o comunque da mettere sul mercato. Allegri deve vederlo di persona, deve studiarne le caratteristiche, osservarlo in allenamento prima di esprimere un giudizio attendibile. Quello che sappiamo di sicuro è che Gimenez è arrivato nel momento meno utile dello scorso gennaio e soprattutto nella squadra sbagliata, tra l’altro condizionato da un piccolo infortunio muscolare che si è trascinato da Rotterdam”.

Fabrizio Piccolo

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