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Ferrara: La Juve ama ancora Conte, io ho capito che non posso allenare

L’ha detto chiaro e tondo Conte: lui si sente parte della storia della Juventus e niente e nessuno potrà cancellare il suo passato bianconero. C’è Napoli-Juve domani ma per il tecnico azzurro non c’è rivalsa, ma solo amore per la sua ex squadra. Intervistato dalla Gazzetta ne parla un altro doppio ex, Ciro Ferrara.

Per Ferrara Conte è legatissimo alla Juve

L’ex difensore dice: “Il popolo napoletano adora Antonio, ma credo che il popolo juventino non possa smettere di amarlo. La stessa cosa vale per Antonio, che si è innamorato di Napoli, dei suoi tifosi, del progetto, ma che è legato alla Juve e a Torino. Io ho avuto il privilegio di essere parte di un Napoli che ha fatto la storia. Per come Napoli vive la passione per il calcio e per la propria squadra, il primo scudetto resta indimenticabile. Le vittorie sono tutte belle, impossibile fare una classifica. La Champions è il trofeo di maggior rilievo, ma vincere nella mia città a 20 anni è stato lo stesso incredibile”.

Ferrara ha capito alla Juve che non poteva allenare

Sulla gara non si sbilancia (“Per chi tifo? Per la squadra della mia città, la radice non si può cancellare. Ma la Juve e Torino per me rappresentano molto, per loro provo enorme gratitudine”) ma ricorda come sia stata importante l’avventura sulla panchina bianconera: “L’esperienza da tecnico è stata breve, mi ha fatto crescere e anche capire che non sarebbe stato il mio futuro. Per fare quel mestiere devi volerlo fortemente. Mi sono fatto un esame di coscienza: “è veramente quello che vuoi?”. Non era quella la mia strada, che ha imboccato una via diversa”.

Poi aggiunge: “I club hanno dovuto ricostruire. Antonio ha ereditato una squadra e un club in grandissima difficoltà, con un Napoli fuori dalle Coppe dopo 14 anni. La Juve di Motta è in linea con quello che ci si aspettava, Conte invece doveva fare un cambiamento radicale e dare una svolta. E dopo quel debutto a Verona ora sembra un altro film. È già entrato nella testa dei giocatori, che hanno ritrovato fiducia”.

 

Fabrizio Piccolo

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