Roma-Juventus, Gasperini ritrova Dybala: “Champions? Serviranno più di 70 punti”

Gasperini presenta Roma-Juventus: il rientro di Dybala, la corsa Champions e il ricordo degli anni alla Juve.

Certe partite non hanno bisogno di essere raccontate con toni epici. Basta il contesto. Roma-Juventus arriva in un momento in cui la classifica pesa, le assenze pesano, ogni parola pesa. E allora Gian Piero Gasperini, alla vigilia, sceglie una linea coerente con la sua idea di calcio: parlare di gioco, prima di tutto.

Gasperini parla alla vigilia della Juventus
Roma-Juventus, Gasperini ritrova Dybala: “Champions? Serviranno più di 70 punti” – sportevai.it

Sul taglio della gara non si nasconde dietro formule prudenti: “Cerchiamo di raggiungere il risultato attraverso il gioco, ci ha sempre identificato. È un aspetto importante e domani sarà una partita tra due squadre che cercano di vincere con un gioco di qualità. Ci saranno poche speculazioni ed entrambe giocheranno per vincere”. È una dichiarazione di intenti, ma anche una lettura della partita. La Roma può spingersi a +7 sui bianconeri: non è una sentenza, ma è un segnale. E in questo momento i segnali contano.

Il tema inevitabile è Paulo Dybala, assente da oltre un mese e di nuovo tra i convocati. Gasperini resta cauto: “Per Dybala proviamo oggi, sta meglio ma non ancora nelle condizioni di poter giocare”. Tradotto: presenza sì, minutaggio da valutare. Più nebulosa la situazione di Soulé: “Navighiamo a vista, speriamo di riaverlo la prossima settimana”. Fuori anche Hermoso: un’assenza che toglie un’opzione in più, soprattutto quando la partita chiede letture rapide e coperture pulite.

Champions, quota punti e scelte tattiche: “Nessuna squadra prenderà il volo”

Sulla corsa Champions, il tecnico non si lascia trascinare dai calcoli. “Quattro punti sono significativi ma non determinanti a dodici giornate dalla fine. È un campionato da poter risolvere nelle ultime domeniche ma nessuna squadra prenderà il volo”. La quota? “Difficile da dire, di solito vanno superati i 70 punti. La sensazione è che quest’anno serva qualche punto in più. Anche l’anno scorso le squadre coinvolte erano tante. Quest’anno Bologna e Lazio si sono staccate prima ma è fondamentale fare tante vittorie consecutive”. È un campionato che non scappa via, ma nemmeno aspetta: quando la lotta resta aperta, la continuità diventa l’unico vero lusso.

Interessante anche il passaggio sul possibile cambio modulo. “La difesa a 4 è un’opzione dal primo minuto? È tutto proponibile e il fatto di poterla usare in gara ti dà qualche certezza in più. Con la Cremonese è andata bene ma molto dipende dagli avversari e dai giocatori a disposizione. Ora abbiamo tanti centrocampisti, sono esperienze che aiutano e che ci torneranno utili in questo finale di stagione”. Non è un cambio identitario, è una variante: una carta in più da giocare, senza trasformare la squadra in qualcosa che non è.

Poi c’è la memoria, con gli anni alla Juventus che tornano senza retorica. “La Juventus è stata una palestra incredibile. Ho fatto dieci anni nel settore giovanile da ragazzo e poi altri dieci da allenatore del vivaio, oltre a cinque anni in Primavera. È stata una grandissima formazione per me, personale e calcistica. Era una società dove il calcio si faceva molto bene e mi ha dato l’opportunità di crescere, di girare l’Europa per vedere squadre e giocatori. Mi ha aiutato moltissimo nella mia carriera”. Parole misurate, di quelle che non cercano applausi ma spiegano un percorso.

Infine il tema Koopmeiners, e l’idea—spesso ripetuta—che certi giocatori rendano meno dopo un ciclo con lui. Gasperini la respinge: “Non è vero che i giocatori che alleno poi fanno peggio altrove. Qui a Roma abbiamo i casi di Mancini e Cristante, giocatori che ho ritrovato cresciuti e maturati. Li ho trovati anche molto più forti. Non so il motivo per cui Koop non ha reso al massimo, ci sono tante variabili. Di sicuro posso dire che era un giocatore forte di quell’Atalanta”.

Gestione cookie