Ad Antonio Conte è venuto un gran mal di testa, la sua è stata una giornata molto pesante anche se si è chiusa bene. Il Napoli ha battuto il Milan ed è rimasto in scia all’Inter, a tre lunghezze da un sogno chiamato Scudetto. Primo tempo molto positivo per gli azzurri contro i rossoneri, tanti patemi invece nella ripresa. Ma a scendere in campo è stato ancora una volta un Napoli in emergenza, senza Spinazzola e – all’ultimo momento – McTominay.
Il tecnico del Napoli prima di presentarsi in sala stampa si è fatto dare una tachipirina per il mal di testa. Poi ammette: “Sono quei giorni in cui odi essere allenatore, ti arriva addosso un problema serio serio e lo devi risolvere tu. Anguissa non sarebbe partita dall’inizio ma abbiamo rischiato perché McTominay non c’era, altrimenti avrebbe giocato Raspadori col 4-4-2. Abbiamo cambiato tutto rischiando anche Neres. Nel secondo tempo sono mancate un po’ di forze ad Anguissa, a Neres, Lobotka è uscito (per crampi, ndr). Non è facile nemmeno per chi entra. Mi auguro di poter recuperare tutti, così possiamo dar fastidio fino alla fine. Altrimenti qualcosina per strada la possiamo lasciare”.
Il Napoli ormai è l’unica rivale dell’Inter per il tricolore: “Abbiamo di nuovo nove punti sulla quinta, non va dimenticato che non era previsto andare in Champions. Abbiamo rimesso la giusta distanza col quinto posto, così come è stato molto importante restare in scia all’Inter, nonostante tutte le difficoltà vissute negli ultimi due mesi. Bisogna dar merito ai ragazzi che stiamo ancora là a rompere le scatole. Abbiamo giocato un primo tempo di livello assoluto, che mi auguro si possa ripetere per novanta minuti”.
Quindi a DAZN alla domanda sui suoi programmi per il futuro: “Il mio inserimento a Napoli è stato perfetto, sono stato accolto fin da subito benissimo. Anche in ritiro dissi che era la prima volta che stavo ricevendo senza aver dato nulla. Oggi mi sento di dire che io e i ragazzi qualcosa stiamo restituendo. Quello che dobbiamo fare è essere consapevoli di star facendo qualcosa di straordinario e miracoloso, dobbiamo concentrarci sul presente, significa giocare al massimo altre otto partite. Dopo penseremo al futuro”.
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