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Milan, Serafini rivela retroscena con Abatantuono e sogna Gigio

Gente che va (la lista è lunga dopo Reijnders e Kalulu, anche Maignan, Theo e Leao avrebbero chiesto la cessione), gente che viene (per ora solo Modric dopo il ds e l’allenatore) e gente che si sogna: la situazione del Milan è questa e ha il sapore di una rivoluzione. A fare il punto sui movimenti del Diavolo è Luca Serafini.

Le cessioni pesanti

Il giornalista tifoso rossonero scrive nel suo editoriale per Milannews: “Tare e Allegri restituiscono al Milan un po’ di quella sapienza calcistica di cui si sentiva la mancanza. Si sono trovati di fronte a qualche impacchettamento già pronto, come quelli di Reijnders e Kalulu in particolare, senza poter profferire parola perché – appunto – risultati della gestione appena precedente. Adesso ci sono i dolorosi casi di Theo e Maignan ad agitare animi e sentimenti dei tifosi, alcuni dei quali non perdonano al primo l’ultima stagione a spasso. Sul portiere invece credo si sia tutti d’accordo: sarebbe una perdita pesantissima”.

L’aneddoto su Abatantuono

Serafini prosegue: “Vero che non siamo abituati al Milan che vende i suoi pezzi migliori, verissimo anche che i soldi incassati dalle cessioni, come mi rinfaccia sempre Diego Abatantuono, non entrano nelle nostre tasche, ma mi auguro che con i ricavi dalle vendite Tare riesca ad esaudire al meglio i desideri di Allegri per ripartire. La cessione di Reijnders è stata preceduta da quella dichiarazione di Furlani, secondo il quale la società poteva permettersi di non fare sacrifici. Questo sottintende che le richieste di Allegri ora vadano esaudite.  

Il sogno Donnarumma

Lo scudetto del ’22 è ormai picconato, sbriciolato: girare pagina, girare queste pagine ingiallite, è doloroso e suscita rabbia per quello che invece si poteva fare per creare un ciclo competitivo e credibile. Amen, è già troppo tardi per piangere. Si riparte da Modric con il ruolo di allenatore-giocatore che tanto piace ad Allegri, il quale ama circondarsi di vecchi lupi di mare da Mandukic fino a Di Maria. È chiaro ed evidente che si tratti della candelina da mettere su una torta ancora da preparare, ancora da infornare. Serve altro, Tare e Allegri lo sanno e – sui binari del budget – lavorano in molte direzioni, a partire da Rabiot per finire a Donnarumma il quale (secondo autorevoli frequenze di radiomercato) sarebbe una scelta gradita a Max oltre a Svilar e Milinkovic-Savic. Stiamo a vedere.

 

Fabrizio Piccolo

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