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Napoli, a Venezia un bellissimo problema per Conte: torna Neres, ma il 3-5-2 non si tocca

È il più bello di tutti i problemi, almeno per gli allenatori: l’abbondanza. Antonio Conte non ha mai avuto a che fare con questo tipo di “guai”, se non forse a inizio stagione quando il suo Napoli viaggiava a mille e di infortuni neanche l’ombra. Poi sono iniziati gli stop, i problemi muscolari, i tanti infortuni – quanti, troppi, quelli al soleo – in gran parte dei casi concentrati negli stessi ruoli. Ed è iniziata l’emergenza vera, quella che ha inevitabilmente finito col condizionare gli azzurri nel terribile mese di febbraio, chiuso senza vittorie.

Napoli, le certezze ritrovate col 3-5-2

Privo di terzini sinistri per l’assenza simultanea di Spinazzola e Olivera, costretto prima a schierare Mazzocchi a sinistra e poi a fare a meno pure di lui, senza anche Neres ko dopo l’Udinese e con Anguissa messo fuori causa dopo Como, Conte s’è inventato il ritorno alla difesa a tre. E col 3-5-2 il Napoli ha ritrovato certezze, velocità di manovra, spinta. Il doppio play Gilmour-Lobotka s’è rivelato un esperimento vincente, se è vero che l’Inter è stata messa alle corde e la Fiorentina ha sofferto a lungo il possesso palla e il ritmo tambureggiante degli azzurri. Gli unici problemini? La tenuta difensiva ancora debole. Vero che il Napoli è tornato ad avere la miglior difesa del campionato (e la seconda d’Europa alle spalle dell’Atletico Madrid), ma nelle ultime otto gare Meret ha dovuto raccogliere 11 palloni in fondo alla sua porta. 

A Venezia torna Neres, ma il modulo non cambia

Ora c’è un bellissimo “problema” per Conte: a Venezia dovrebbe tornare a disposizione, almeno per uno spezzone di partita, David Neres, il brasiliano che ha reso meno dolorosa la partenza, improvvisa, di Kvaratskhelia in direzione Parigi. Potrebbe giocare nella ripresa, è assente dal match con l’Udinese in cui fu sostituito nel finale e dove aveva rimediato un infortunio di natura muscolare. Neres è il classico esterno alto di un tridente offensivo, ma è da escludere – almeno inizialmente – che il 3-5-2 delle ultime settimane possa essere stravolto. Del modulo, oltre che il centrocampo, ha beneficiato Raspadori che schierato seconda punta in tandem con Lukaku ha firmato tre gol in quattro gare. Il brasiliano, così come Okafor, potrebbe dunque essere lanciato in campo da seconda punta, senza stravolgere un assetto che sta consentendo al Napoli, sempre meno in emergenza e sempre più nuovamente brillante, di ritrovare sicurezze e soprattutto punti.

Rino Dazzo

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