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Juventus, Cobolli Gigli: Giuntoli non è Marotta, ecco perché Conte è nervoso

Il grillo parlante della Juventus torna a far sentire la sua voce. Sono anni che Giovanni Cobolli Gigli è il picconatore delle mosse di Madama. L’ex presidente bianconero è sempre pronto a sottolineare errori e storture della dirigenza o della squadra o dell’allenatore e non si smentisce nell’intervento odierno a 1Football su 1Station Radio.

Per Cobolli alla Juve manca il manico

Si parte dal mercato, Cobolli Gigli dice: “Stamattina ho letto di una riunione tra Giuntoli e i suoi collaboratori. Avrebbero ipotizzato di cedere Ildiz per puntare su Tonali, una mossa rivoluzionaria, soprattutto pensando al mercato di gennaio. Però, sinceramente, non so quanto questa idea sia realizzabile. Una squadra appena messa a posto dovrebbe mantenere una certa coerenza con il progetto del tecnico. Poi, bisogna sempre passare al vaglio del Consiglio d’Amministrazione, considerando che la Juventus è una società quotata in borsa. Manca una rappresentanza chiara dell’alta dirigenza, figure che prendano decisioni e se ne assumano la responsabilità. Se gli acquisti sono sbagliati, chi ne risponde è il presidente o l’amministratore delegato, non solo il tecnico. Serve una leadership più incisiva. Manca un po’ il manico».

Per Cobolli manca una figura come Marotta

La Juventus deve trarre spunto dall’Inter, dove Marotta ha avuto un ruolo centrale nella gestione della società? «Certamente, ma di Marotta ne esiste solo uno. Purtroppo, è stata una scelta sbagliata lasciar andare Marotta. Era un professionista di classe, con capacità tecniche e manageriali straordinarie. Non so se Giuntoli sia in grado di arrivare ad un così alto livello, ma essendo la Juventus una società quotata, deve rispettare regole più restrittive rispetto a molte altre realtà».

Cobolli teme il Napoli di Conte

Passando al Napoli l’ex presidente juventino spiega perchè Conte è così nervoso in queste settimane: «Conte è sempre stato una persona ambiziosa e determinata, forse anche troppo. Probabilmente passa 24 ore al giorno a pensare al lavoro, sacrificando anche il tempo per sé e la famiglia. Vuole sempre dimostrare di essere tra i migliori, e questo lo porta a essere teso e a chiedere molto sia a sé stesso che agli altri».

«Se Conte è andato al Napoli, avrà sicuramente chiesto patti chiari e amicizia lunga a De Laurentiis. Il presidente sa che, per tornare ai livelli dello scudetto con Spalletti, deve investire. Conte è ambizioso e vuole avere i migliori giocatori per puntare in alto. Conte ha costretto De Laurentiis ad accettare investimenti ed una gestione più in ombra dello stesso presidente che, ahimè da juventino, ha reso il Napoli la squadra più accreditata a vincere lo Scudetto».

Fabrizio Piccolo

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