Le classiche parole destinate a far discutere. Sono quelle pronunciate da Urbano Cairo, presidente del Torino, che durante un’ospitata negli studi di Radio Deejay ha rilasciato delle dichiarazioni che infiammano la rivalità con la Juventus (e forse sono anche un modo per serrare le fila granata in un ambiente ultimamente scosso dalle ipotesi di vendita e dalle contestazioni al presidente del club).
Questo il commento che sta suscitando controversie, riportato da Tuttosport:
“Tanti derby non vinti? Non li abbiamo persi tutti, anzi. E abbiamo anche avuto un po’ di sfortuna: recentemente ho visto un video con i derby che sono stati rubati prima dell’arrivo del Var. E non sono pochi”.
A stretto giro si è scatenato il vespaio, con i social (ovviamente in particolare quelli bianconeri) infiammati. C’è chi ad esempio, come il giornalista Mirko Nicolino, contesta la tesi di Cairo in questo modo: “Da quando è stato introdotto il Var nell’estate del 2017, Juventus e Torino si sono affrontate 17 volte: il bilancio è di 0 vittorie granata, 4 pareggi e 13 vittorie bianconere”.
Un tifosa mette il carico: “Adesso stiamo continuando a rubarli, suppongo guardando i risultati”. E altri sostenitori della Juve scrivono: “Avete letteralmente vinto il vostro primo derby dopo ottantasette anni prima del VAR. Ora capisco perché i tifosi del Toro ti odiano”, “Lazio, Atalanta, Fiorentina e perfino il Sassuolo hanno partecipato alla coppa UEFA, il Torino non mi ricordo una partecipazione”, “Non è possibile che chiunque si svegli dia del ladro alla Juventus.. è inaccettabile”.
Sempre nell’intervista Cairo ha parlato delle voci di vendita del Torino:
“Il prossimo settembre compirei 20 anni alla guida del club. Se il 2 settembre 2025 sarò ancora presidente del Toro, festeggerò 20 anni. Non ho desiderio di vendere la società, mi ci lega una forte passione. Ma come ho detto, se qualcuno più ricco o più bravo di me, sarei pronto a cedere. Red Bull? Impossibile: non ho avuto alcun contatto e nessuna offerta fino ad ora. Ripeto che non mi piacerebbe vendere il Torino, ma lo farei se dovesse arrivare qualcuno più ricco e bravo.
Non ho mai messo in vendita il club, eccezion fatta per una volta anni fa quando eravamo in B, ma non arrivarono offerte adeguate: quando cedi una società come il Torino, bisogna stare attenti a chi lo si vende”.
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