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Milan-Inter, moviola: Cesari fa chiarezza sul rigore negato

Come se l’è cavata l’arbitro Fabbri nel derby di coppa Italia tra Milan e Inter? Quattro ammoniti in tutto, gara tenuta quasi sempre in pugno, poche polemiche, qualche accenno di rissa sedato con polso e un solo caso dubbio, quando l’Inter ha reclamato un rigore nel primo tempo per un mani in area di Leao.

Il rigore reclamato dall’Inter

L’episodio arriva alla mezzora del primo tempo, con le squadre sullo 0-0.  Leao la tocca di gomito in area, ma Fabbri lascia proseguire: niente calcio di rigore per l’Inter

Per Cesari non c’era rigore

Sull’episodio interviene a Canale 5 l’ex arbitro internazionale Graziano Cesari che spiega: “Fabbri promosso completamente, eliminate tutte le perplessità sulla designazione. Al minuto 30 l’Inter invoca un calcio di rigore: il pallone schizza sul fianco di Leao e poi carambola sul braccio sinistro. Mai rigore, perfetta la dinamica. Il secondo episodio rilevante è il contrasto tra Jimenez e Carlos Augusto, poi c’è un po’ di scaramuccia: arriva e li separa. Arriva Acerbi, che stava facendo riscaldamento: giallo. Ecco fatto, finito tutto: mi piace questo comportamento, è dentro la partita e non vuole farsela sfuggire di mano. Anche il quarto uomo Ayroldi deve fare un bel lavoro: nel secondo tempo Theo Hernandez deve anche schivarlo. Ci stanno anche in queste partite comportamenti così”.

La sentenza di Calvarese

Anche l’ex arbitro Gianpaolo Calvarese, sul suo sito, ha detto la sua sulla prova di Fabbri: L’unico episodio degno di nota del primo tempo è il silent check in occasione della deviazione di gomito di Leao nell’area rossonera. Niente penalty, giustamente: il portoghese è in marcatura e prova a spostare il braccio, alzandolo, e il pallone gli sbatte prima sull’addome e solo successivamente sotto al gomito. Ancora più breve il silent check per un presunto fallo di mano di Darmian nell’altra area, qualche minuto prima: giusto lasciar correre.

Corretto il giallo a Theo, che si lascia superare da Bisseck e lo travolge; più forzato, a mio avviso, quello per Frattesi, che forse non commette neanche fallo su Reijnders. L’olandese è ammonito giustamente per un fallo su Bastoni. Gli unici errori da matita rossa sono nel secondo tempo, uno per parte. Il primo è il giallo – che non c’è – per Bisseck, che sì allarga il braccio a toccare Leao ma non lo colpisce sul volto. Il secondo errore è far proseguire sulla scivolata di Calhanoglu su Gimenez: mancano fallo e giallo. Buona invece la gestione del battibecco a bordocampo, giusta l’ammonizione di Acerbi (in panchina)”.

Fabrizio Piccolo

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