Jannik Sinner al centro di alcune notizie palesemente false, ma che rischiano di gettare fango sulla sua immagine o sfruttarla a proprio vantaggio per click e like facili
Più sei esposto e più proveranno a buttarti giù. È così da sempre e non sembra essere esente nemmeno Jannik Sinner. Il numero 2 al mondo, fresco vincitore a Pechino è finito nella rete di alcune di quelle che un tempo venivano chiamate bufale e che oggi sono indicate come fake news. Un modo per fare click e generare traffico, fondamentali nell’attuale mondo della comunicazione e dei social.
Nelle scorse ore, su X è andata virale la notizia del rifiuto da parte di Jannik di “indossare un braccialetto arcobaleno durante un allenamento dedicato alla comunità LGBT”. Il motivo? Semplice, Sinner avrebbe giustificato il no parlando addirittura di “cultura forzata e che non accetterà mai”. Una chiara bufala sostenuta anche dalla mancanza di fonti e, semplicemente, di prove che il fatto possa essere realmente accaduto. Nessun allenamento per la causa LGBT né, tantomeno, nessuna dichiarazione.
Ma le bufale si moltiplicano, con giornalisti (o presunti tali) senza scrupoli pronti a sfruttare il nome di Jannik. Nelle settimane, infatti, i social sono stati invasi da una storia che raccontava di una donazione da 250mila dollari fatta da Sinner in memoria di Iryna Zarutska. Altra notizia completamente inventata e riportata senza fonti, oltre che con un testo zeppo di errori e traduzioni forzate. Insomma, oltre che sul campo da tennis, l’ex numero 1 impegnato nella sfida con Alcaraz è costretto a difendersi dall’assalto mediatico ormai senza filtri e regole.
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