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L’importanza di McKennie nella nuova Juve di Thiago Motta

Rimasto a Torino contro ogni pronostico dopo essere stato sul mercato per buona parte dell’estate, Weston McKennie nel giro di poche settimane è riuscito a far cambiare idea a Thiago Motta e ora si sta (nuovamente) riprendendo la Juve. Contro il PSV Eindhoven, nella gara d’esordio dei bianconeri nella Champions League 2024-25, ha dimostrato tutta la sua duttilità, togliendosi la soddisfazione di siglare la rete del momentaneo raddoppio.

Da esubero a risorsa

Nonostante fosse reduce da una stagione tutto sommato positiva a livello personale, l’esperienza di McKennie alla Juventus sembrava giunta alla conclusione. Il nazionale statunitense era infatti stato messo subito sul mercato dalla dirigenza bianconera, che in un primo momento aveva cercato di inserirlo nella trattativa che avrebbe poi portato a Torino Douglas Luiz. Dopo aver rifiutato l’Aston Villa, il 26enne era addirittura finito fuori rosa, con il benestare di Thiago Motta. Da allora, evidentemente, qualcosa deve essere cambiato. A metà agosto l’ex Schalke 04 è stato a sorpresa reintegrato nella rosa e, pochi giorni dopo, ha persino rinnovato il contratto con la Vecchia Signora fino al 2026. A partire da quel momento, McKennie ha cominciato a essere utilizzato con sempre maggior frequenza da Thiago Motta, che l’ha inserito prima nelle rotazioni e poi lo ha lanciato come titolare nella prima gara di Champions League. Una mossa che ha pagato: il centrocampista texano ha disputato un’ottima partita ed è tornato al gol (il quinto per lui nella più importante competizione europea).

Corsa e tempi di inserimento

Nella conferenza stampa della vigilia della gara con il PSV, Thiago Motta aveva sottolineato che la Juve, reduce da due deludenti pareggi per 0-0 consecutivi, per aumentare la sua pericolosità offensiva avrebbe dovuto riempire di più l’area di rigore avversaria, con un maggior numero di giocatori in grado di arrivare sui cross provenienti dalle fasce laterali. Una velata critica ai suoi centrocampisti – da Douglas Luiz a Fagioli – più abili con il pallone tra i piedi che senza. In questo contesto, la presenza di un giocatore come McKennie, che fin dalla sua prima stagione bianconera si è distinto per i suoi inserimenti senza palla, si è rivelata preziosa. In una squadra con molti giocatori abili a palleggiare ma poco avvezzi agli inserimenti, un elemento dalle sue caratteristiche potrebbe quindi trovare molto più spazio del previsto. Una svolta inaspettata per un giocatore che, soltanto fino a un mese fa, sembrava non rientrare dei piani della nuova Juventus.

Alberto Farinone

Redazione Sportevai

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