Via libera dalla proprietà al grande progetto di rilancio della Juventus. Basta lotte serrate per il quarto posto, basta figuracce, polemiche e prese in giro: è tempo per la Vecchia Signora di tornare a recitare un ruolo di primo piano, in Italia e in Europa. La base è buona, il club è contento della strada intrapresa: risanamento dei conti, ringiovanimento della rosa, creazione di solide fondamenta per il futuro. Ma adesso bisogna compiere uno step ulteriore. Non un dettaglio, visto che si tratta del motto ispiratore della Juventus stessa: vincere. L’unica cosa che conta.
Per farlo, c’è un solo modo: ritrovare compiutamente il DNA Juve, riportarlo al centro del progetto. E quali figure più di Chiellini e Conte identificano lo spirito combattivo, vincente, “cattivo” (nel senso buono del termine) della Juve? L’ex difensore e bandiera è già rientrato in società ma, come spiega la Gazzetta dello Sport, avrà un ruolo più preminente, discrezionale e decisionale. Sarà lui, insomma, a dettare la linea a livello di scelte e strategie. Con Giuntoli relegato ai margini. Il risanamento finanziario, intrapreso col suo avvento, è stato molto apprezzato da Elkann. Non così, evidentemente, gli acquisti di quest’anno. Quasi tutti clamorosamente toppati. L’ex Napoli, insomma, rimarrà al suo posto, ma con meno poteri. Poco più di un segretario, sicuramente meno di un direttore generale. Magari con la “speranza” che, offeso, possa cercare nuova sistemazione e togliere il disturbo. Ma questo nessuno lo ammetterà mai.
L’altro tassello cruciale è quello dell’allenatore. Proprio Chiellini si sarebbe prodigato, in queste settimane, per riallacciare i rapporti con Conte, ricucire strappi e sanare antiche ferite. I livori del passato sarebbero messi da parte, almeno dal lato bianconero delle parti in causa. Perché Conte ha un contratto col Napoli valido almeno fino al prossimo anno e dovrebbe accantonare anche un bel po’ del suo orgoglio per tornare in un ambiente da cui si è separato male, bruscamente, nel 2014. Le qualità del personaggio non si discutono: è un tecnico preparato, che si aggiorna, che tiene sempre tutti sulla corda. Un vincente, come sta dimostrando sotto il Vesuvio: è primo a due turni dal termine nonostante una rosa ridotta all’osso e un mercato di riparazione che ha notevolmente indebolito la squadra. Al suo fianco tornerebbe pure Pintus, il mago della preparazione che il Real Madrid ha salutato e su cui la Juve si è subito fiondata.
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