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Milan, Pellegatti: Ibra sbaglia e che errore sul mercato

Va bene il bilancio da preservare ma quando ci sono lacune vanno colmate e quando ci sono occasioni vanno sfruttate. Questo in pillole è il pensiero di Carlo Pellegatti sul mercato del Milan, tanto quello passato quanto quello futuro. La storica voce di Milan Channel si sfoga nel suo editoriale per Milannews.

Il rimpianto di Pellegatti

Pellegatti elenca tre punti che non riesce a spiegarsi e parte da Rabiot, dopo averlo visto all’opera in Italia-Francia dove è stato decisivo con una doppietta: “Ai primi di settembre, è lì che guarda il Milan, libero, pronto, bravo, importante, a costi accessibili, ben inferiori ad altri acquisti. E’ un campione, gioca a centrocampo, dove il Milan aveva già perso Bennacer. Con Reijnders e Fofana, o in alternativa a uno dei due, avrebbe permesso a Fonseca di schierare un reparto di assoluto valore internazionale. Eppure oggi indossa la maglia non del Real o del Barcellona o del City, ma dell’Olimpique Marsiglia. Un Club di tradizione, ma che non può essere paragonato, quanto a possibilità e blasone, al Milan, pur attento, di oggi. Non riesco a rassegnarmi al fatto di aver perso un giocatore, che non appartiene alla fascia “Costi”, ma a quello della fascia “Investimenti”.

Lo sfogo della storica voce di Milan Channel

Poi si passa ai consigli per gli acquisti: “Il secondo principio concerne la assoluta necessità di avere una alternativa a Youssouf Fofana. Se gli venisse un raffreddore… con il naso chiuso , Fonseca sarebbe costretto a schierare Musah o Loftus Cheek, di fianco a Reijnders. Ormai sembra acclarato che i due non abbiano le caratteristiche del giocatore francese, degno erede di Franck ”Rimpianto ” Kessiè. Nel ruolo, qualche figura “sostenibile”  di mercato  certamente i dirigenti rossoneri l’avranno già individuata. Un nome, per esempio? Bondo del Monza.

Il terzo principio indissolubile è simile al secondo. SERVE UN VICE THEO!!! Lo ribadisco, con ancor più forza, dopo la dichiarazione di Ibrahimovic: “Non c’è il pensiero di rinforzare qualcosa, poi vediamo che cosa succede in questi due mesi”. Attenzione, Zlatan, qualcosa è già cambiato, come confermano le allarmanti parole di Didier Deschamps: “Theo attraversa un periodo delicato. La stanchezza psicologica è molto difficile da misurare!”. 

Fabrizio Piccolo

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