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Il Krasnodar è campione di Russia per la prima volta nella sua storia

A quasi una settimana di distanza dal trionfo, la festa a Krasnodar continua: la città è diventata la prima del sud della Russia a laurearsi campione nazionale. Il Krasnodar, club fondato nel 2008 dall’imprenditore Sergey Galitskiy, ha conquistato la Russian Premier Liga 2024-25 al termine di un lungo testa a testa con il favorito Zenit San Pietroburgo.

Per i neroverdi, spesso frenati nei momenti decisivi in passato, si tratta del primo trofeo della loro giovane storia: un traguardo che rappresenta il coronamento di un progetto ambizioso e innovativo, voluto e portato avanti con coerenza da Galitskiy. In diciassette anni, il presidente ha costruito l’accademia giovanile più avanzata del Paese e uno stadio da 35.000 posti considerato il più spettacolare di tutta la Russia. Un percorso di crescita culminato con il titolo, dopo aver già raggiunto traguardi prestigiosi come la storica qualificazione alla Champions League nel 2020-21 — poco prima del ban internazionale imposto alle squadre russe.

Un trionfo nel segno della proprio accademia

Il successo del Krasnodar affonda le radici nella sua accademia giovanile. Galitskiy, infatti, ha scelto fin da subito di puntare forte sulla formazione dei giovani, costruendo un centro tecnico d’eccellenza per attrarre e crescere i migliori talenti della regione. Una visione che ha dato i suoi frutti: diversi protagonisti del trionfo 2024-25 provengono proprio dal vivaio neroverde. A cominciare dal capitano Eduard Spertsyan, trequartista armeno e giocatore più talentuoso della rosa, fino al portiere Stanislav Agkatsev, che ha raccolto con personalità l’eredità di Matvey Safonov (ceduto al PSG per 20 milioni di euro nell’estate 2024), e al centrocampista Alexander Chernikov, autentico pilastro in mezzo al campo.

Anche in panchina siede un prodotto dell’accademia: Murad Musaev, 41 anni, già allenatore della prima squadra dal 2018 al 2021, è tornato a guidare il gruppo portandolo al successo. Con lui, il Krasnodar aveva centrato la prima storica qualificazione in Champions League.

Pur senza nomi altisonanti, anche gli stranieri in rosa hanno dato un contributo essenziale. In particolare l’attaccante colombiano Jhon Córdoba, capocannoniere stagionale con 12 reti, si è distinto per forza fisica e strapotere atletico, rivelandosi spesso imprendibile per le difese avversarie.

Il primo titolo in carriera arriva anche per alcuni veterani amati dal pubblico locale, come il terzino Sergey Petrov (in neroverde dal 2013), il metronomo Yury Gazinskiy e il bomber Fedor Smolov, miglior marcatore nella storia del club con 68 gol.

Zenit beffato: la Gazprom resta all’asciutto

Per la prima volta dal 2018, lo Zenit San Pietroburgo resta senza titoli — fatta eccezione per la Supercoppa vinta lo scorso luglio proprio contro il Krasnodar. Il secondo posto finale infrange il sogno di un settimo titolo consecutivo, che avrebbe permesso al club della città degli Zar di staccare lo Spartak Mosca nel record di campionati vinti di fila (sei tra il 1996 e il 2001).

Dopo aver conquistato il titolo 2023-24 in extremis, approfittando del crollo della Dinamo Mosca all’ultima giornata, quest’anno la squadra di Sergei Semak ha pagato diversi passaggi a vuoto, cali di concentrazione e partite affrontate con troppa sufficienza. Errori fatali che, stavolta, non sono stati perdonati.

 

Alberto Farinone

Redazione Sportevai

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