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Juventus: Bennato ricorda Schillaci, Serena rivela scherzi Tacconi

La morte di Totò Schillaci, che ieri si è arreso al brutto male che lo aveva colpito da tempo, ha scosso tutti e non solo nel mondo dello sport. A ricordare la sua figura, a Il Giornale, è anche Edoardo Bennato, autore di quell’inno dei Mondiali 90 assieme a Gianna Nannini, in cui nacque quel motto “notti magiche” che ha accompagnato per sempre l’ex bomber.

Bennato ricorda Schillaci

Quando, tre giorni fa, ci eravamo illusi che le condizioni di salute di Totò stessero «leggermente migliorando», Bennato disse al Giornale: «Io e Totò siamo accomunati da una cosa: guardiamo sempre al futuro. Di Schillaci ho un ricorso bellissimo, un ragazzo simpatico e un campione che incantava con la forza del suo talento e della sua semplicità». Tra il cantante e il calciatore, complice l’entusiasmo per quelle Notti magiche del ’90, nacque subito un feeling che fu messo nero su bianco nella prefazione che Bennato scrisse all’autobiografia di Schillaci (Il gol è tutto: «Nei suoi occhi c’era una rabbia familiare, quella di un ragazzo che insegue un sogno e non accetta che gli venga scippato dal cuore, dove lo stringe dall’infanzia». E poi: «Qualunque forma abbia un sogno, puoi realizzarlo solo se guardi con gli stessi occhi di Totò… Quel sogno che comincia da piccolo ti porta sempre più lontano. Così Totò bambino è arrivato lontano, in quelle notti magiche, sotto il cielo di un’estate italiana».

Aldo Serena piange la morte di Schillaci

Il Giornale ha intervistato anche Aldo Serena che dice: «Di lui ho un ricordo vivido, come il suo sguardo: pupille spalancate che riflettevano i bagliori delle Notti magiche di Italia ’90. L’ho conosciuto in Nazionale, non abbiamo mai giocato insieme nello stesso club. Era un ragazzo introverso e timido, ma capace di grandi slanci di generosità quando capiva di potersi fidare di chi gli stava accanto. Schillaci fu bravo anche a non farsi mai travolgere dal successo. È sempre rimasto una persona umile e disponibile. Per questo la sua morte lascia in tutti un vuoto enorme».

L’ex attaccante rivela un aneddoto: «Anche in Nazionale la goliardia era all’ordine del giorno. Totò aveva un feeling particolare con Tacconi che era suo compagno di squadra nella Juve. Da Stefano accettava qualsiasi scherzo…». Paolo Rossi, Sinisa Mihajlovic, Gianluca Vialli, Gigi Riva, Totò Schillaci…Sembra una maledizione…: «Non è una maledizione. Tutte le morti fanno male. Ogni volta che se ne va una persona cara, a noi non resta che riflettere. Sperando di non avere rimpianti».

Fabrizio Piccolo

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