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Milan, Fonseca perdona Theo e Leao e spiega la fascia a Maignan

Non sarà pace fatta ma quantomeno è tregua: domani in Champions col Brugge Leao torna titolare, Theo anche e Abraham non ci sarà solo per il problema alla spalla che ha riportato con l’Udinese. Patti chiari, amicizia lunga. Fonseca riapre le porte all’attaccante portoghese e presenta la gara con ottimismo.

Fonseca dà via libera a Theo e Leao

Fonseca rivela: “Leao e Theo giocheranno domani e spero che possano dare il massimo per vincere. Da loro mi aspetto quello che mi aspetto da tutti: che diano il massimo per far vincere il Milan, io ci credo, è una situazione normale”. La classifica in Champions piange: “È una competizione diversa, che abbiamo cominciato contro due tra le squadre più forti in Europa in questo momento. Sono state due partite diverse: difficoltà col Liverpool, qualità col Leverkusen, soprattutto nel secondo tempo. Non abbiamo vinto ma abbiamo dato segnali di crescita. Domani è difficile, il Brugge gioca molto bene. Dobbiamo continuare a crescere in questa competizione e vogliamo vincere se vogliamo avere possibilità di continuare. Non è decisiva ma è importante, dobbiamo vincere”.

Il tecnico portoghese vuol vedere una crescita: “È un cambiamento grande quello che stiamo facendo. Sento che piano piano stiamo arrivando a cose che penso che saranno importanti per la squadra. I primi 30 minuti con l’Udinese abbiamo visto tante cose importanti e belle. Mi aspettavo di avere più continuità, ma con il rosso di Tijji è stato difficile, anche se ci sono state altre cose importanti. Una squadra non si forma solo con quello che facciamo tatticamente, anche l’attitudine e la crescita del gruppo è una crescita importante. In futuro spero che questo atteggiamento possa essere la normalità”.

Sette partite in 21 giorni per il Milan ma in attacco ci sono solo Morata e Camarda come centravanti: “Sono soddisfatto dei giocatori che ho, non è normale avere fuori Jovic e Abraham, non credo serva qualcuno a gennaio. E’ importante che ci siano tutti perché ora abbiamo bisogno di turnover”.

Il messaggio importante che arriva dalla vittoria con l’Udinese è che tutti sono importanti: “Sì. Penso che possiamo parlare di Chukwu e Okafor, sono calciatori di qualità. Hanno bisogno di fiducia, e penso che hanno giocato con fiducia e bene. Per un allenatore è molto positivo avere giocatori allo stesso livello per poi scegliere in base alla partita. Sono stato molto soddisfatto perché chi ha giocato hanno detto a me e a tutti che possiamo contare su di loro. È la mia più grande soddisfazione avere questa possibilità perché i giocatori sono pronti”.

Perché Maignan ha avuto la fascia

Capitolo capitani, è toccato a Maignan con l’Udinese: “Non c’entra con la sua situazione con la Nazionale. La mia scelta è fatta da tempo, ho parlato con Mike: è uno dei leader del gruppo. Ha avuto la possibilità di avere la fascia, è uno dei giocatori che ho citato da aggiungere ai leader per guidare la squadra. Se domani tocca a Theo? Non ho deciso, ci devo pensare oggi. Theo è una possibilità. Lui sta bene, si è allenato bene in questi giorni, anche oggi. Sta bene, Theo è un calciatore con grande esperienza e sta bene”.

Ultima riflessione su Pavlovic: “Domani non gioca, qui si trova a dover giocare diversamente rispetto al suo ultimo club. Ha fatto cose buone e cose in cui deve migliorare, abbiamo lavorato. Con l’Udinese è stato più equilibrato rispetto al solito ma continua a sbagliare qualcosa”.  Alla fine il tecnico dà tutta la formazione: Maignan, Emerson, Gabbia, Tomori, Theo; Fofana, Loftus Cheek, Reijnders; Leao, Pulisic, Morata.

Reijnders vuole evitare altro rosso

In sala stampa anche Reijnders, che in campionato sarà squalificato e che torna sulla vicenda: “Domani dovrò stare molto attento per evitare una situazione simile in futuro. E’ importante per me essere decisivo. Noi centrocampisti siamo il motore della squadra. Contro l’Udinese abbiamo fatto bene, domani sarà importante giocare allo stesso modo. Io sono un giocatore box-to-box. Ho giocato in tutti i ruoli in mezzo al campo. Sono un numero 8, ma questo non vuol dire che non posso giocare in altre posizioni. Tocca al mister dimmi dove ha bisogno che giochi. Io voglio contribuire con assist e gol. Io voglio vincere coppe e titolo in ogni stagione, come ogni giocatore”. 

Fabrizio Piccolo

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