Anche Walter Veltroni, dopo Aldo Cazzullo, esce finalmente allo scoperto. Non se ne può più di questa demonizzazione di Max Allegri e di questi elogi acritici e a scatola chiusa al (non) gioco di Thiago Motta, messo peggio in classifica del suo predecessore dopo cinque turni di campionato. Dalle pagine della Gazzetta dello Sport l’ex sindaco di Roma, ex leader del PD, ma soprattutto tifoso della Juve, mette in evidenza con lucidità i pregi e i difetti del mercato della Vecchia Signora, scova l’unica piccola grande pecca del lavoro di Giuntoli e, soprattutto, difende Max. Anche se una tiratina d’orecchie la merita pure il tecnico livornese.
Veltroni, in un passaggio del suo ponderoso scritto, sottolinea: “Il club bianconero ha badato alla sostenibilità economica e ha allestito una buona rosa, però davanti servirebbe un altro 9 di spessore qualità decisivo. Come lo saranno, in una stagione con cinque competizioni, Douglas Luiz e Khephren Thuram. La squadra fatica contro le difese ben organizzate e difetta di velocità sotto porta e di tiro dalla distanza. Così è sembrato, in questo inizio. Ma non mi fascerei la testa. L’organico e l’idea di gioco di Motta fanno pensare che gol e risultati arriveranno”.
Quindi l’unico piccolo pasticcio compiuto da Giuntoli in sede di mercato. L’esperto dirigente non ha fornito all’allenatore una valida alternativa a Vlahovic, che continua ad avere il mal di gol quando gioca nella Juve, proprio come ai tempi di Allegri: “L’unica pecca, per me, della rivoluzionaria campagna di Giuntoli, è stata non prevedere una punta alternativa a Vlahovic, anche viste le condizioni di Milik. Ma, per il resto, la Juve è tornata finalmente ad avere un organico paragonabile a quello dei momenti migliori. Che non sono certo stati gli ultimi due anni”.
Infine, l’elogio di Allegri. Anche se un erroruccio il livornese l’ha compiuto a sua volta, quando ha avallato senza batter ciglio la cessione di un pezzo da novanta come Dybala, amatissimo peraltro dai tifosi: “Quando si fa il bilancio della gestione di un tecnico della qualità di Allegri bisognerebbe mettere nel conto almeno questo. Ramsey non era Koopmeiners e Kostic non era Gonzalez. Lo dico pur non potendo perdonare ad Allegri di aver almeno accettato la cessione di Dybala, che è ancora, sempre, una bellezza per gli occhi di chi ama il calcio”.
La storia di Damir Dzumhur: nato durante l’assedio di Sarajevo, tra cinema e tennis, ora…
Lewandowski parla del futuro al Barcellona: contratto in scadenza e decisione rimandata. “Ora non è…
Leon Goretzka lascerà il Bayern Monaco nel 2026. Il centrocampista apre a un futuro all’estero:…
Gasperini presenta Roma-Juventus: il rientro di Dybala, la corsa Champions e il ricordo degli anni…
Un atleta israeliano avrebbe mentito sulle proprie condizioni per far gareggiare la riserva Ward Fawarseh:…
La Catania del calcio piange Orazio Russo, bandiera indiscussa dei rossazzurri scomparso a 52 anni…