Claudio Ranieri incendia il post-partita del Gewiss Stadium e torna sul rigore annullato alla Roma: “il Var interviene solo in caso di chiaro ed evidente errore, ma allora perché è intervenuto?”. La dinamica parla chiaro, il regolamento toglie ogni dubbio.
Minuto 62’, punteggio sull’1-1 tra Atalanta e Roma: Angelino serve Manu Konè in area. Il centrocampista francese si invola verso la porta bergamasca, ma cade giù dopo un contrasto con Mario Pasalic. L’arbitro Sozza fischia subito il calcio di rigore ma, dopo un’attenta analisi, il VAR lo richiama all’OFR. In seguito, il direttore torna sui suoi passi e annulla il penalty concesso. Le immagini riviste lasciano pochi dubbi: Pasalic si frena prima di arrivare a contrasto e l’intensità del tocco sul giocatore giallorosso non è abbastanza per essere punito con un calcio di rigore.
Dopo il triplice fischio, il commentatore tecnico arbitrale Luca Marelli prende la parola e spiega che il contatto non c’è, ma Ranieri risponde: “Come fa a dire che non c’è, lo stiamo vedendo! Come fa? Come fa?”. Successivamente, l’ex tecnico di Cagliari e Leicester abbandona l’intervista prematuramente, indispettito dalle affermazioni dell’esperto di DAZN. Non finisce qua, perché Sir Claudio si presenta in conferenza stampa e riaccende la discussione: “Il quarto uomo ha detto che il tocco c’è stato […] allora perché il VAR è intervenuto?”. In questo caso, la polemica si sposta sul richiamo all’OFR, in quanto il VAR non sarebbe dovuto intervenire sulla scelta presa dal direttore di gara, essendoci gli estremi per un calcio di rigore. Ma è davvero così?
Nella sezione “Protocollo VAR” -pagina 152-, il Regolamento ufficiale dell’AIA recita che: “L’arbitro può ricevere assistenza dal VAR solo in relazione a quattro categorie di decisioni / episodi che possono influenzare l’esito finale di una gara”. Tra queste quattro categorie troviamo “calcio di rigore erroneamente assegnato”. Dunque, l’intervento del VAR in Atalanta-Roma è molto meno “ambiguo” di quanto il tecnico giallorosso convenga, se non addirittura necessario.
FABIO APRILE
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