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Carnevale: tra Roma e Napoli c’è un abisso a livello societario

Col Napoli ha vinto uno scudetto, con la Roma no ma è rimasto egualmente legato: il derby del Sud di stasera è anche il derby personale di Andrea Carnevale. L’ex bomber presenta la sfida alla Gazzetta.

I possibili match winner di Carnevale

Dovendo indicare i possibili uomini decisivi Carnevale ha pochi dubbi: “Per la Roma, mi viene naturale pensare a Paulo Dybala, un fuoriclasse che sprigiona calcio in ogni sua giocata, non sai come marcarlo, né come intuirne le finte e se è in condizione diventa un fattore decisivo per i giallorossi. Per il Napoli, vi stupirò, vado oltre il prevedibile: l’Anguissa di questi ultimi mesi è straripante, un uomo capace di fare tutto e di farlo con una fisicità ed un’eleganza che ti colpiscono. Ora sta diventando decisivo anche in zona gol”.

I giudizi sugli allenatori

Non sceglie invece Carnevale tra Ranieri o Conte: “Claudio è stato mio compagno a Catania, pensate un po’ quanti anni fa, faceva coppia con Mosti e ancora li ricordo. Non è solo un gentiluomo ma un tecnico speciale, come sottolinea l’impresa delle imprese con il Leicester. E su Conte cosa vogliamo aggiungere, dopo aver letto tutto ciò che ha vinto? Ognuno ha messo immediatamente qualcosa di suo in queste squadre, la Roma si è rimessa in gioco, si è rialzata da quando c’è Ranieri; e Antonio ha cancellato il decimo posto dell’anno scorso e si giocherà lo scudetto con l’Inter”.

Le differenze tra Roma e Napoli

Oltre al distacco in classifica l’ex bomber trova anche altre differenze tra i due club: “A livello societario, ci sono distanze anche abbastanza chiare. De Laurentiis ha sbagliato un solo anno, si può dire, quello ormai alle spalle: ma ci sta, può succedere. E comunque ha subito rivisto le proprie scelte e si è affidato ad un allenatore di prestigio. La Roma è piccolina al confronto, nonostante investimenti ripetuti. Ma c’è anche la sensazione che manchi comunque una strategia definita, capace di produrre ambizioni forti come meriterebbe un pubblico del genere. Il Napoli sa cosa vuole”.

 

Fabrizio Piccolo

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