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Sacchi massacra il Milan ma trova un alibi per Fonseca

Avete presente il calcio di Sacchi ai tempi del Milan? Ecco, l’esatto opposto si è visto sabato a San Siro nella gara con la Juventus. Due squadre inguardabili, lo spettacolo calpestato, la rabbia dei tifosi. Comprensibile la delusione dello stesso Vate di Fusignano che si sfoga alla Gazzetta.

Sacchi non concede scuse a nessuno

L’ex ct era allo stadio e pensava di assistere a un incontro di livello ma ha solo parole velenose per le due squadre: “Sono stato spettatore di una partita grigia che più grigia non poteva essere: neanche un’emozione, neanche uno squillo. Ma, se i bianconeri avevano parecchie assenze e forse la loro prestazione sotto tono poteva essere giustificata, il Milan mi ha davvero deluso. Sentire i fischi del pubblico rossonero, assolutamente comprensibili per il poco che si è visto, è stata una scossa, l’unica in una serata negativa. Avevo di fianco a me Franco Baresi e Daniele Massaro. Osservando il ritmo lento della partita, ho detto loro: «Se continuano così, potete giocare anche voi, e di sicuro fareste bella figura!»”.

L’ex ct e l’alibi di Fonseca

Attacca soprattutto il Milan, Sacchi che però non se la sente di buttare la croce sull’allenatore: “Ora, al Milan, è in difficoltà. Ma la domanda che ci si deve porre è la seguente: i giocatori che ha a disposizione li ha scelti tutti lui? Se sì, allora è responsabile. Se, invece, i dirigenti glieli hanno consegnati e gli hanno detto «Questi sono gli elementi, ora pensaci tu», le colpe vanno ripartite con la società”.

Vietato parlare di scudetto

Per l’ex tecnico è vietato sognare in grande: “Qualcuno, esagerando in fiducia, mette ancora il Milan tra le possibili candidate allo scudetto. Io sostengo che i rossoneri lo scudetto se lo possono scordare. Ci sono troppe squadre davanti a loro e, soprattutto, queste squadre vanno a mille all’ora e hanno tutte un gioco e un’identità ben precisi. Difficile che al Milan possa riuscire una super-rimonta, anche perché parecchi sono i dettagli da sistemare per raggiungere un buon livello. Mi sembra più ragionevole concentrarsi sulla Champions League e cercare di fare più strada possibile in Europa”.

Fabrizio Piccolo

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