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Inter, Chivu lancia il gioiellino contro l’Urawa ma mette mani avanti

Non sarà neanche stasera la “sua” Inter. Ovvio, visto che contro l’Urawa al Mondiale per club Chivu siederà solo per la seconda volta sulla panchina nerazzurra ma il tecnico rumeno ricorda anche che questa è stata una stagione durissima e sofferta, mettendo un po’ le mani avanti dopo il deludente 1-1 col Monterrey.

Chivu non snobba l’Urawa

Il tecnico, nella notte italiana, esordisce così: “Veniamo da nove mesi di battaglia, cerchiamo sempre di trovare energie giuste per affrontare una squadra ordinata e pulita. Ha sudamericani ed europei, sarà partita difficile come tutte le altre. Col Monterrey abbiamo fatto una partita seria, cercando di fare del nostro meglio. Abbiamo tirato la nostra miglior versione di questo momento, abbiamo aggiunto la reazione e l’orgoglio. Magari nella manovra siamo stati un po’ leziosi, potevamo far meglio, mi aspetto miglioramenti da questo punto di vista e vorrei vedere del cinismo”.

Il momento di Esposito

Diverse le novità di formazione rispetto al debutto, spazio a de Vrij, Zalewski e il neo-acquisto Luis Enrique ma giocherà anche Pio Esposito: “Sono curioso anche io, l’ho conosciuto a 13 anni e mezzo e siamo cresciuti assieme. L’ho allenato in Primavera, è stato un onore, poi è andato in Serie B e viene da due campionati importanti in cui è cresciuto fisicamente e dal punto di vista umano. Si è ripreso, ha fatto due allenamenti con noi e avremo la possibilità di vederlo dall’inizio o a partita in corso”.

Il ricordo di Nagatomo

Dopo un pensiero su Nagatomo (“Conservo ottimi ricordi di Yuto, sono molto felice che giochi anche ora e che stia facendo ancora bene. L’ho visto in Nazionale e mi ha fatto piacere vederlo. Ho parlato anche con Suzuki, suo compagno di squadra in nazionale, gli ho fatto i complimenti e gli ho mandato un grande abbraccio. Insieme all’epoca ci siamo trovati molto bene”) arriva la risposta a Luis Enrique.

La risposta a Luis Enrique

Luis Enrique ha detto che vorrebbe un PSG dominante: “Pensavo il nostro Luis Henrique… Tutti gli allenatori vorrebbero una squadra dominante perché bisogna tirar fuori tecnica, personalità, voglia di tenere in mano il pallino del gioco e delle situazioni sia quando si attacca in verticale che quando si gioca in accerchiamento. Penso sia l’obiettivo di tutti gli allenatori. Anche noi lo vorremo fare in un futuro breve”

Fabrizio Piccolo

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