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Roma, Juric spiega perché Hummels non gioca e perché la squadra segna poco

I gol che arrivano col contagocce, qualche errore di troppo e la pressione perenne che diventa un ostacolo in più da saltare. Per la Roma i problemi non finiscono neanche con una vittoria, come quella con la Dinamo Kiev in Europa League. Juric sa di essere  sempre sotto esame: un altro passo falso con la Fiorentina domani farebbe rifiorire le voci su un ritorno di De Rossi. Il tecnico croato continua però a vedere una squadra in crescita.

Juric e il problema del gol

Sulle difficoltà a segnare Juric spiega: E’ chiaro che se una squadra ha tutto questo possesso, sei primo in classifica per tiri in porta c’è un po’ di tutto. Abbiamo preso tanti pali, secondo me bisogna credere ancora di più e avere più convinzione. Ci lavoriamo e speriamo che tutti si sblocchino un po’ “

Questa partita con la Fiorentina è decisiva per capire le ambizioni di questa squadra: “Penso che la squadra ha preso la strada giusta su tante cose. Si vede nelle prestazioni, anche l’altra sera quando ho visto tante cose positive. Per vincere le partite bisogna avere concentrazione cattiveria sotto porta. Ogni partita è importante perchè siamo indietro, per cui è uno scontro diretto in un certo senso e ha un valore specifico. Vogliamo prendere una strada positiva e vogliamo fare una grande vittoria”

I motivi del no a Hummels

Capitolo Hummels Juric spiega perché il tedesco non gioca: “Per me è molto semplice: arrivo all’allenamento, guardo chi sta meglio e scelgo in base a questo. L’età e il curriculum un allenatore non li guarda. Io scelgo chi sta meglio. Mi potresti chiedere la stessa cosa per Hermoso, ovvero perchè un giocatore che arriva dall’Atletico Madrid non gioca. N’Dicka mi sta dimostrando che può diventare un top in quel ruolo e quindi è una scelta tecnica. E’ normale che ci sono caratteristiche che un allenatore preferisce, è una scelta tecnica”.

Ultima riflessione su Zalewski: Grandi complimenti per la partita contro la Dinamo Kiev, dove sulla destra è stato top soprattutto mentalmente. Tutti avevamo un po’ di paura, ma vedere la reazione di un giovane nella situazione in cui si trova mi fa piacere. Ha dimostrato che a livello mentale è forte, non è un ragazzino. Dagli esterni voglio vedere dribbling per creare superiorità numerica. Specialmente in partite molto chiuse i giocatori che possono farti la differenza sugli esterni sono fondamentali. Uno di questi è lui e l’altro è El Shaarawy

Fabrizio Piccolo

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