La classifica di Champions che torna a sorridere (anche per un calendario non proibitivo), Leao che entra e segna, il ritorno al gol di Abraham: qualche motivo per sorridere ci sarebbe in casa Milan ma non si può mettere la polvere sotto il tappeto. I problemi ci sono ancora e la vittoria sofferta e di misura non li ha cancellati come spiega Carlo Pellegatti.
La storica voce di Milan Channel racconta come ha visto lui la partita nel suo editoriale per Milannews: “Già mi era venuto un attacco di panico dopo pochi minuti, quando Pavlovic si è trasformato in un protagonista del video “Thriller”, quello di Michael Jackson, sbucando dalla… terra per salvare una palla già in rete. Ecco, non avrei mai pensato di tremare anche a Bratislava, contro una squadra che nelle ultime due partite casalinghe aveva subito otto gol. Quattro dal City ci possono stare, ma quattro anche dalla Dinamo Zagabria. Invece lo Slovan non solo sfiora il gol, ma ,dopo il vantaggio milanista, riesce a pareggiare in un’azione che ha ricordato quella che è costata l’espulsione di Reijnders contro l’Udinese”
Pellegatti continua: “Dieci giocatori rossoneri nei pressi dell’area avversaria e in tre che scattano, liberi e giocondi, verso la porta del povero Maignan. Sempre, nel primo tempo, da ricordare un altro paio di potenziali pericoli dopo contropiedi slovacchi in superiorità numerica. È veramente un peccato parlare sempre dei problemi difensivi che attanagliano un Milan che segna tre gol nelle ultime tre partite di Champions League contro Bruges, Real Madrid e a Bratislava”.
Per il giornalista non si vedono passi avanti: “Paulo Fonseca parla di miglioramenti, ma i tifosi rossoneri ormai, quando la palla fila verso la porta milanista, si aspettano sempre il peggio: occasioni pericolose, o il pessimo gol facile degli avversari. In questo senso, non sono d’accordo con il tecnico portoghese perché miglioramenti rilevanti e significativi in difesa io non riesco a proprio a coglierli. Una delle ragioni è probabilmente il continuo tourbillion dei due centrali, fattore che non aiuta certo la saldezza del reparto”.
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