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Milan, Scaroni demolisce San Siro: Ma quale Scala del calcio?

Chi ci ha giocato e chi ci ha vinto trofei importanti lo porta sempre nel cuore: non più tardi di qualche giorno fa Antonio Conte parlava dell’importanza degli stadi storici, citando San Siro e l’Olimpico, e chiedendo ristrutturazioni più che sostituzioni ma sul Meazza arrivano parole di piombo da parte di Paolo Scaroni.

Per Scaroni San Siro è un vecchio manufatto

Il presidente del Milan parla in occasione del Festival dello sport a Trento e sulla questione stadio non risparmia parole piuttosto dure sul tema: “Io sei anni fa ho detto che lo stadio di San Siro andava rifatto, perché è vecchio e obsoleto. Volevo abbatterlo e costruirne uno di fianco. Mi dicevano: ‘Ma tu sei pazzo, vuoi buttare giù la Scala del Calcio?’. E io rispondevo: ‘Ma quale Scala del Calcio? È un vecchio manufatto’. È stato buttato giù Wembley, che era ancora più iconico di San Siro…”.

Nuovo stadio ma sempre a San Siro

Al momento l’ipotesi più concreta per il futuro del calcio milanese è proprio quella che entrambi i club restino a San Siro: le società preferirebbero costruire un nuovo stadio nella stessa zona in cui ora sorge il “Meazza”, il Comune spinge invece per la ristrutturazione dell’impianto attuale: “Ora l’ipotesi che stiamo esaminando con attenzione è quella originaria: costruire un nuovo stadio nella zona di San Siro, mantenere delle cose del vecchio stadio, ma dotare la città di uno nuovo. Ne ho parlato con il Sindaco anche questa mattina. C’è anche l’ipotesi di costruire un nuovo stadio a San Donato Milanese, è una possibilità, abbiamo già investito 40 milioni di euro”.

Il presidente rossonero ha anche affrontato temi di sostenibilità economica: “Io sono presidente del Milan da più di sei anni e quando sono arrivato fatturavamo meno di 180 milioni di euro, ora se ne fatturano più di 450. Il tema della sostenibilità economica delle squadre di calcio l’ho un po’ sollevato io, a quell’epoca si viveva ancora nel mondo di Berlusconi e Moratti, con presidenti che tiravano fuori dei soldi per mantenere il club. Oggi è un po’ un sentito comune quello della sostenibilità economica”.

Fabrizio Piccolo

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