È guerra aperta tra Libero e Lele Adani. Un articolo critico di qualche giorno fa da parte del quotidiano che fu di Vittorio Feltri nei confronti della seconda voce della Nazionale sulla Rai, ha dato il via a un gioco torbido e sgradevole fatto di messaggi definiti “minatori” dalla pur scafata redazione del giornale, inviati dall’ex difensore. La risposta? Un elenco lungo o articolato di cantonate, giudizi sbagliati o frettolosi, insomma di “sfondoni” presi da Adani nel corso degli ultimi anni. Così – anziché pubblicare i supposti messaggi “minatori” – il quotidiano ha reagito all’offensiva di Lele.
È in un articolo firmato da Daniele Dell’Orco che si legge testualmente: “Ha inanellato una marea di sfondoni. Eccone alcuni solo dell’ultimo anno: ad agosto 2023 ha celebrato Arthur, regista brasiliano della Fiorentina in prestito dalla Juve, usando un altro suo grande slogan (“Padre tempo”). Peccato che Arthur non sia stato riscattato dalla Viola e oggi sia fuori rosa a Torino, non con Allegri ma con uno dei suoi prediletti, Thiago Motta; Motta, che incensava mentre era al Bologna, oggi alla Juve dopo 12 giornate ha cinque punti in meno di Allegri e non sta certo riuscendo a esprimere calcio ostriche e champagne; a marzo, in occasione di Brighton-Roma di Europa League, predisse un 4-0 per gli inglesi allenati da un altro suo pupillo, Roberto De Zerbi. La partita finì davvero 4-0, ma per i giallorossi; durante quel tracollo, per provare a rifarsi, twittò live celebrando Leandro Paredes che aveva definito tempo prima «il miglior 5 dai tempi di Redondo» (oggi Paredes nella Roma è sparito); a novembre 2023, per non abbandonare il “carro Sarri”, maestro di bel gioco, commentò il momentaccio della Lazio dicendo «non credo che il problema sia l’allenatore», come a dire che con quella squadra non si potesse fare meglio. Lotito prese prima Igor Tudor, e migliorò le cose, poi Marco Baroni e, stravolgendo la rosa addirittura al ribasso, ora la Lazio vola”.
Perfidamente, da Libero ricordano pure i precedenti scontri di Adani con importanti e preminenti figure del giornalismo e dello stesso calcio, tra cui Di Canio e un suo ex allenatore: Cagni. Si legge infatti ancora nel pamphlet in edicola: “Nel corso degli anni, comunque, l’hanno rimbrottato un po’ tutti, da grandi giornalisti come Marino Bartoletti e Nicola Roggero ad addetti ai lavori come Paolo Di Canio o Gigi Cagni, che Adani lo allenò a Empoli e di lui disse: «Racconta teoria, il calcio è un’altra cosa. Con me non era nemmeno titolare». Chissà se ha mandato sms minatori a tutti loro”.
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