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Milan, Pellegatti ha il nome giusto sul mercato e qualche dubbio su Conceicao

Chissà in quanti, come Carlo Pellegatti, hanno pensato che Conceicao era stato troppo frettoloso a giudicare quello col Cagliari il peggior primo tempo della sua carriera. I 45′ iniziali al Sinigaglia sono stati un vero incubo, salvati dalla terza rimonta dell’era Conceicao dopo le due imprese in Supercoppa. Alla storica voce di Milan Channel però i conti ancora non tornano.

I dubbi di Pellegatti su Conceicao

Nel suo editoriale per Milannews Pellegatti fa capire di avere qualche dubbio sul nuovo tecnico e scrive: I tifosi si domandano intanto quanto abbia inciso Sergio Conceicao sul Milan dal suo arrivo. Fino ad ora, sotto l’aspetto della mentalità, progressi si sono notati, ma sul piano del gioco, poco.  Con molte scusanti però. L’allenatore portoghese sta lavorando da sole due settimane, ma più impegnato a preparare le partite che a insegnare nuove concezioni tattiche o a spiegare le basi del suo gioco, aggressivo e asfissiante.

Da qualche suo accenno, pare inoltre che non sia soddisfatto della condizione atletica della squadra. Servirà ancora tempo per cominciare a vedere chiari progressi, anche se a qualcuno rimane però il dubbio se abbia, in rosa, i giocatori adatti per esaudire i suoi desideri tattici e tecnici.

Il consiglio di Pellegatti sul mercato

Infine consigli per gli acquisti: “È necessario innanzitutto trovare un giocatore che possa permettere a Fofana di non diventare come Stachanov, il mitico operaio della Unione Sovietica, che, il 31 agosto 1935, raccolse 102 tonnellate di carbone in 5 ore e 45 minuti. Il francese ha bisogno di riposare qualche partita. Candidato più autorevole sembra Warren Bondo del Monza, ideale per attitudini e funzionalità. Su Rashford questo il mio pensiero. Con il suo arrivo certamente migliorerebbe la caratura della rosa, ma non risolverebbe il problema dell’attaccante centrale. L’inglese ha caratteristiche troppo simili a Leao, ma IO MI TENGO LEAO.

Quindi mi auguro che i dirigenti del Milan possano trovare figure più vicine alle vere necessità della manovra offensiva, anche se Camarda, pur ancora acerbo, mi piace sempre di più. Come Jimenez, sulla strada di diventare un grande, grandissimo giocatore”.
 

Fabrizio Piccolo

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