L’innovativo videogame dove esperti allenatori guidano i giovani calciatori con esercizi da replicare sulla training map, il tappetino rettangolare che riproduce un pezzo di campo da gioco a casa, per migliorare il controllo di palla e apprendere le tecniche di dribbling. Con oltre 100 esercizi per sfidare sé stessi, amici e utenti, l’exergame permette a ogni giocatore di creare il proprio video curriculum da calciatore e metterlo a disposizione dei talent scout coinvolti nel progetto. Dribblium Home Soccer Training nasce con l’obiettivo di convertire il tempo trascorso di fronte a uno schermo in un’opportunità di apprendimento di uno sport reale

Milano, marzo 2024 – “Da quando Baggio non gioca più, non è più domenica”, con queste parole, utilizzate in una sua famosa canzone, Cesare Cremonini provava a raccontare quanto il Divin Codino sarebbe mancato al mondo del calcio e a distanza di tanti anni le sue magie non hanno mai smesso di mancarci.

Estro, fantasia, ma anche tanta tecnica individuale e qualità nel controllo palla. Tutti elementi che si sono un po’ persi, vuoi perché si tende ormai a privilegiare tattica e preparazione atletica, vuoi perché, tolti i momenti di allenamento delle scuole calcio, le nuove generazioni hanno sempre meno momenti dedicati al pallone, specie nelle grandi città dove gli spazi adatti scarseggiano.

Ogni problema ha però una propria soluzione, in questo caso partita dalla fantasia di un imprenditore italiano, che grazie a un’intuizione degna del miglior fantasista ha inventato la giocata vincente: Dribblium Home Soccer Training.

“L’idea di Dribblium parte da un’esigenza concreta, quella di regalare ai miei figli più tempo da dedicare alla loro passione, il calcio. Chi come noi abita in una grande città sa bene che ormai è impensabile scendere e giocare in strada come si faceva trent’anni fa - racconta Fabrizio Rametto, founder e CEO di Dribblium - Noi genitori abbiamo poco tempo, abbiamo ritmi frenetici e non riusciamo ad accompagnarli al parco durante la giornata lavorativa. Un bambino di 6-12 anni non può uscire a giocare se non accompagnato, soprattutto in una grande metropoli come Milano. La soluzione andava quindi ricercata cambiando paradigma e facendosi ispirare dalle opportunità tecnologiche proprie del nostro tempo. Sono partito quindi ragionando solo su elementi che ognuno può permettersi, come un pallone da calcio e uno schermo, tv o cellulare che sia, oggetti insomma della nostra quotidianità. L’idea driver era sfruttare le dinamiche adorate dai nostri figli come quelle dei videogiochi e i social network per insegnare loro uno sport”.

Dribblium è la naturale declinazione di questa vision. Un exergame, ovvero un videogioco che richiede il movimento del corpo nella realtà perché funzioni, in controtendenza quindi rispetto allo stereotipo dei videogame considerati un’attività sedentaria. Il funzionamento è semplice: parte tutto dalla web-app omonima dove, una volta creato il proprio account, professionisti esperti guidano i giovani calciatori con video esercizi da replicare sulla training map, il tappetino rettangolare incluso nell’exergame e che metaforicamente si trasforma nel proprio pezzetto di campo da calcio personale, dove imparare il controllo della palla e apprendere le tecniche di dribbling.

Sono oltre 100 gli esercizi in Dribblium. Ogni allenamento ne sblocca un altro, facendo passare il giocatore da una tecnica all’altra e di livello in livello, con l’obiettivo di farlo impadronire dell’abilità tecnica per controllare al massimo il pallone.

Gamification di ultima generazione applicata al mondo del calcio insomma. Creando Dribblium avevo un chiaro obiettivo, quello di convertire il tempo trascorso di fronte allo schermo in un’opportunità di apprendimento di uno sport reale, senza sostituire l’allenamento ‘classico’, ma integrandolo e completandolo. Specie su alcune delle lacune che riscontriamo comunemente nel calcio moderno - prosegue Rametto - Per ogni video allenamento il player tocca il pallone circa 700 volte, contro le 150 stimate di un allenamento tradizionale. In questo modo si creano nuovi circuiti cerebrali che lo rendono sempre più abile nel controllo palla e permettendo alla fantasia di potersi esprimere senza limiti tecnici.”

Il programma di formazione è articolato in cinque livelli con molteplici elementi pensati per migliorare experience e stimolare la nascita di una social community. Più allenamenti vengono completati, più si può scalare una classifica virtuale tra i propri amici o il ranking generale, sbloccando nuovi traguardi. Tutto questo si traduce nella crescita delle proprie qualità come giocatore di calcio nella vita reale, con maggiore probabilità di essere selezionato da squadre di categoria superiore.

Si perché Dribblium offre un’ulteriore grande opportunità: attraverso le video sfide presenti nel gioco, pensate per sfidarsi tra amici e utenti, ogni player può creare un proprio personale video curriculum da calciatore, che grazie al social network promosso dalla web app sarà visibile dalla community Dribblium e da tutti i talent scout coinvolti nel progetto.

Napoli, ADL in Procura per falso in bilancio: ecco cosa rischia il presidente azzurro
Scudetto Napoli: cosa dicono i pronostici