“Io un leader? Diciamo che sono un tipo esigente e che cerco di far andare tutti al massimo. Ma con i ragazzi devi alternare bastone e carota, insomma mostrare equilibrio. Anche io quando ero piccolo, certi cazziatoni ho preso…”. Bryan Cristante si confessa al Corriere dello sport. Il centrocampista conferma che è il gruppo italiano a gestire lo spogliatoio nella Roma (“Penso sia normale. Abbiamo abbastanza esperienza e frequentiamo da tanti anni questo cub. In più conosciamo la città. Sappiamo cosa serva per creare un blocco unico che vince le partite”) ed esce allo scoperto sull’esonero di Mourinho e sulle voci di una fronda contro lo Special One
“Mai, sono tutte falsità. Il calcio funziona cosi: quando le cose non vanno bene, il primo che salta e l’allenatore. Anche se non è l’unico colpevole”. Si dice che i Friedkin abbiano consultato i giocatori principali, compreso Cristante, per chiedere un parere sull’eventuale esonero: “Altra cavolata. Credetemi: abbiamo saputo cosa stava accadendo la mattina in cui la notizia è stata comunicata a Mourinho”. De Rossi ha dato la scossa poi. “Ringrazierò sempre Daniele, che mi nominò come esempio durante la conferenza di addio alla Roma da giocatore. Io lo chiamo Mister. Ma se prendiamo un caffè al bar, magari scappa di chiamarlo Daniele. Se deve restare? “Stiamo andando bene. E’ un sì”.
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