“E’ la sfida più bella e importante della mia carriera. I questi giorni ho parlato con Kakà, con Ibra e Beckham che mi hanno ricordato la storia di questa società. Non vedo l’ora di scrivere il mio nome nella storia del Milan. Il numero 7? Prima di tutto devo ringraziare Adli che ha fatto un bel gesto a lasciarmelo. E’ il mio numero preferito, non l’ho mai indossato in una squadra di club per diversi motivi. Adli mi ha reso felice con questo suo gesto”. Così Alvaro Morata a Milan tv a pochi giorni dal suo arrivo in rossonero.
“Il primo gol lo dedicherò ai miei figli, sarà un’emozione bellissima -aggiunge il 31enne attaccante spagnolo-. Come immagino il primo gol a San Siro? Palla in profondità, il portiere esce, io mi sposto e faccio gol a porta vuota. Camarda? Ha tutto il futuro davanti a lui. Deve lavorare, deve capire un po’ di cose. Io sono qui per aiutarlo e dargli una mano. Poi magari sarò io fare la panchina per lui. Camarda può essere il presente e il futuro del Milan“.
“Milanello? E’ molto bello, si respira calcio. La scelta di venire al Milan? E’ stato tutto molto facile. Loro volevano me e basta, nessuna squadra mi aveva dato così tanta fiducia. Il mio idolo sportivo? Torres, Villa e Raul. Ma io guardo tutti i più forti. La vittoria dell’Europeo? E’ stata un’emozione incredibile. E’ un percorso iniziato a 12-13 anni quando indossi la prima volta la maglia delle nazionali giovanili. Ti immagini un giorno di vincere una coppa. E’ stata una favola questo Europeo”, conclude Morata.
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