Stefano Tacconi adesso è fuori pericolo. Ha superato la fase critica successiva all’aneurisma e sta proseguendo la riabilitazione. Intervistato da Sportweek, l’ex portiere della Juventus e della Nazionale azzurra si toglie qualche sassolino dalle scarpe:
Ho eliminato diversi numeri di telefono e fatto una bella pulizia nella rubrica. Da alcuni mi aspetto ancora una chiamata, chissà mai se arriverà. Altri invece si sono dimostrati veri amici.
Sempre accanto sono rimasti, ad esempio, i suoi vecchi compagni.
Loro si sono fatti sentire, anche perché prima andavo a giocare con le Legends della Juve ed eravamo sempre in contatto. Ora tocca a Peruzzi e Chimenti raccogliere le palle in fondo al sacco (ride, ndr). Ma, per esempio, anche il mio amico Walter Zenga. Lo prendo in giro e gli dico sempre: “Mi devi ancora 300 milioni di lire di premi per il Mondiale che ci hai fatto perde re con quell’uscita su Caniggia contro l’Argentina in semifinale”. Mi manda al diavolo. E ha ragione, Walter fece un torneo strepitoso, ma tutti si ricordano solo di un errore sull’unico gol subito. Capito che mestiere del c… il portiere?.
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