C’è voluto un gol del capitano e una rete del baby Carboni per uscire dal tunnel. L’Inter ha rischiato una figuraccia con i giapponese dell’Urawa e il 2-1 finale mette solo una pezza ai problemi che i nerazzurri continuano ad avere. La qualificazione è ancora nelle loro mani ma c’è grande incertezza nel girone con il River appaiato in testa a 4 punti e il Monterrey che a 2 punti può ancora qualificarsi.
Sul gol decisivo di Carboni Chivu dice: “Vuol dire che ho fatto un bel lavoro mentre li allenavo nel settore giovanile… Fa piacere vedere Valentin Carboni che è tornato in campo otto mesi dopo l’infortunio al crociato. Ha visto il buio, si è fatto domande, ha vissuto incertezze. Mi sono commosso anche io per lui, è un ragazzo che conosco molto bene. Mi fa piacere che lui stia vivendo un’emozione così forte. Anche Esposito ha fatto bene. Pio l’ ho conosciuto che aveva 13 anni. Mi fa piacere che questi ragazzi siano qua con noi, mi fa piacere avere una squadra che capisce che la carta d’identità nel calcio non conta. Bisogna sempre mettere in campo la nostra miglior versione”.
Il tecnico rumeno aggiunge: “Non è semplice superare momenti di difficoltà, ma quando vedo ragazzi che cercano di mettere tutto quello che hanno a me fa solo piacere. La vedo da parte di tutti, persino da chi ha qualche acciacco. Mi fa piacere avere il gruppo qua, anche se siamo consapevoli che qualcuno non recupererà per questo torneo. Si sono messi tutti a disposizione per dare supporto morale. A me fa solo che piacere da allenatore. Lautaro sta dimostrando di farcela anche se viene da nove mesi di battaglie. Mi fa piacere la competitività, mi fa piacere che nessuno dei ragazzi vuol mollare”
Infine l’ammissione: “Ci aspettavamo una gara diversa, non mi aspettavo questo blocco basso da parte loro. Volevamo superiorità in mezzo al campo, pensando che venissero a prenderci più alti. Senza il gol subito, forse avrei proseguito nella stessa maniera. Ma andando sotto avevamo di un’altra punta in area, di arrivare con qualche cross visto che non riuscivamo a sfondare per vie centrali. Abbiamo aggiunto Pio e due mezzali per l’attacco breve alla profondità. Abbiamo chiesto di calciare da fuori area, di crossare: questi erano i due obiettivi”.
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