La sua vita è cambiata il 23 aprile del 2022 quando ha rischiato la vita per un aneurisma cerebrale che lo ha portato a un lungo calvario tra interventi chirurgici, ricadute e riprese. Stefano Tacconi sta sempre meglio però ed è pronto anche a lanciare il suo primo libro L’arte di parare, trovare il coraggio per fronteggiare i tiri della vita”. L’ex portiere della Juve e della Nazionale si confessa a Sportweek.
Dopo l’aneurisma ha riaperto gli occhi che era una persona completamente diversa: «Non capivo niente, e avevo perso trenta chili. Non riuscivo a tenere la testa su, non potevo camminare, balbettavo. I medici hanno detto a mia moglie che ero come un bambino di tre anni. Praticamente ho dovuto imparare di nuovo a fare tutto». Oggi Tacconi piange spesso: «Eh sì, purtroppo adesso va così. Sarà per colpa di quello che è successo, ma mi emoziono facilmente».
Non può mancare un commento di Tacconi sulla nuova Juventus: «Sì, è una squadra che ha un futuro. E mi piace Thiago Motta perché è uno che non guarda in faccia a nessuno, fa giocare chi sta meglio senza badare al nome. Credo che la Juve sia già pronta per vincere lo scudetto, anche perché pure le altre grandi non sono partite benissimo. Il Napoli di Conte? È una delle rivali. Antonio è un allenatore con un grande carattere. Somiglia molto a Giovanni Trapattoni, che quando arrivò da Lecce lo fece crescere come calciatore e lo fece diventare un leader di quella squadra».
Tacconi ha ancora un sogno da realizzare nella sua vita: «Tornare quello di prima, lavorare con mio figlio per aprire piccoli locali gastronomici».
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