Si sofferma sull’inchiesta che vede coinvolto Cardinale e RedBird nell’acquisizione del Milan da Elliott Luca Serafini nel suo editoriale per Milannews. Questi i passaggi principali
Ci sono aspetti dell’indagine a carico del Milan che non si possono sottovalutare. Il primo sono le modalità e la tempistica rispetto alle labili motivazioni: non sono argomenti che metto in discussione io, lo stanno facendo avvocati e specializzati in economia e diritto (civile e penale). Il clima è pesante intorno a una proprietà che ha deciso di emigrare da San Siro e che suscita l’interesse arabo, mentre è da scampagnata nei confronti di società che – a causa dei loro bilanci – non potrebbero iscriversi ad alcuna competizione (non lo dico io, ma altri presidenti di serie A) e dovrebbero essere dichiarate fallite dai tribunali. Questo è lo scenario.
C’è però un’altra faccia della medaglia di cui voglio parlare: per scelta, il club non è impegnato politicamente, sia in ambito statale che sportivo. Siamo poco presenti ai tavoli, nelle sedi, sui media, persino nei ristoranti… Non sto parlando delle proteste per gli arbitraggi, quello non è un modo che mi appartiene e non appartiene di norma neanche al Milan. Farsi valere, pesare, ottenere rispetto è anche la conseguenza dell’intervenire attivamente nel sistema, sia a livello italiano che europeo. Difendersi è un diritto che la società deve esercitare.
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