Un pari spettacolare e preziosissimo. Sì, ma a che prezzo. L’Inter esce dalla gara di andata della semifinale di Champions League contro il Barcellona con un 3-3 che lascia aperto ogni scenario in vista del ritorno tra una settimana a San Siro, ma costringe i nerazzurri a fare i conti con l’infortunio di Lautaro Martinez. Al termine del match, Simone Inzaghi non ha nascosto la propria preoccupazione sulle condizioni del Toro.
Intervenuto su Amazon Prime, il tecnico della Beneamata ha elogiato Lamine Yamal: “Sono almeno nove anni che non vedevo un calciatore del genere. Abbiamo provato a raddoppiarlo, ma non bastava. Nel secondo tempo abbiamo alzato il ritmo, ma lui resta un talento raro, uno che forse nasce una volta ogni 50 anni”.
Al di là dell’eccezionalità di Yamal, Inzaghi non ha potuto non applaudire la prestazione dei suoi, pur non nascondendo il rammarico per il gol del possibile 3-4 annullato per fuorigioco millimetrico: “Sono molto soddisfatto. Abbiamo affrontato, a mio avviso, la squadra più offensiva e qualitativa al mondo. Eravamo sopra di due gol e ancora mi sfugge il motivo dell’annullamento del gol di Mkhitaryan che avrebbe potuto indirizzare diversamente il match”.
Il discorso passa, inevitabilmente, sulle condizioni di Lautaro Martinez, costretto a chiedere il cambio al tramonto del primo tempo per un problema fisico: “Veniva da otto partite consecutive, un piccolo stop era prevedibile. Non sarà facile averlo a disposizione per il ritorno. Farò il possibile, ma temo che martedì dovremo fare a meno del nostro capitano”.
A questo si aggiungono le difficoltà di altri uomini chiave, come Thuram e Dumfries, tornati da poco a disposizione. “Marcus si è allenato solo ieri e non aveva mai calciato prima del riscaldamento di questa sera. Eppure, ha fatto una grande gara, come tutti. E lo stesso vale per Denzel”.
Infine, sul match di ritorno, Inzaghi spiega “sarà una finale anticipata. Il Barcellona ha già vinto due trofei con questo assetto e ha segnato 150 gol stagionali. Martedì chi vince andrà avanti, chi perde tornerà a casa. Dovremo essere pronti a tutto”.
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