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Marotta: Vi spiego perchè è nata e finita Super Lega, niente scuse

21/04/2021 20:44

Marotta: Vi spiego perchè è nata e finita Super Lega, niente scuse |  Sport e Vai

Spezia-Inter sta per iniziare ma l'attenzione di tutti è incentrata sempre sulla Superlega. Beppe Marotta, ai microfoni di Sky, esprime il punto di vista dell'Inter. Se Paolo Maldini, prima che cominciasse la sfida col Sassuolo, aveva chiesto scusa ai tifosi a nome del Milan, l'uomo mercato dei nerazzurri non fa altrettanto.

Super Lega, la spiegazione di Marotta

Ecco le parole di Marotta sull'argomento della settimana:

"Questa iniziativa è stata portata avanti direttamente dai dodici proprietari dei club, alla luce della situazione di difficoltà finanziaria attuale legata in particolare alla pandemia, con i costi rimasti certi e i ricavi invece incerti. La valutazione dei proprietari era che questo modello di calcio fosse superato e bisognasse trovare una soluzione inventando qualcosa. È stato fatto, con un sistema calcio a rischio default e non mi riferisco solo ai dodici club, ma all'intero mondo del calcio. Nessun azienda potrebbe continuare a vivere con un monte ingaggi pari a al 60-70% del fatturato caratteristico. Il modello attuale non garantisce futuro, per cui era doveroso andare alla ricerca di un qualcosa per tentare di cambiare. L'idea è
naufragata perché sono stati sottovalutati aspetti importanti come la voce dei tifosi e anche perché improvvisamente i sei club inglesi si sono defilati, secondo le loro logiche. Se questo progetto è fallito, evidentemente qualche errore è stato commesso durante il percorso".

Da Marotta niente scuse:

"L'operazione è stata condotta anche con riservatezza dalle proprietà. Le informazioni ci arrivavano, ma il management dell'Inter non è entrato direttamente. Ma è giusto che i compiti vengano anche divisi: io e Antonello ci siamo concentrati nella gestione quotidiana del club. La buona fede di questa azione è nata dal fatto che i proprietari provano a fare il bene dei propri club perché la situazione attuale, a ogni livello, è a rischio default. Se non intervengono le istituzioni del calcio per creare un modello di stabilità e continuità, non si riesce ad andare avanti. Un esempio: noi, Milan e Juve, negli ultimi sette anni, abbiamo investito in Italia un miliardo di euro nell'acquisizione dei giocatori. Oggi è impossibile sostenere questi costi e va a discapito della promozione dei giovani in provincia e di una certa competitività. Oggi si ragiona solo su ricavi caratteristici già molto contratti. Si cercava di dare stabilità al sistema".

Da Sky pungono: stabilità al sistema o solo ai dodici club?

"Le lacune sono evidenti, altrimenti il progetto non sarebbe naufragato. Ma i principi di solidarietà, di rispetto per la meritocrazia e per i propri tifosi devono sempre essere salvaguardati. I club sono fenomeni sportivi e sociali, con giovani che devono crescere e diventare uomini. Magari qui sono emerse lacune. I club che si sono sentiti traditi? I fondi con la Super League non c'entrano nulla. Peraltro dentro c'era anche il Milan che era favorevole ai fondi. Per quanto riguarda la mia carica personale, premesso che la critica è un atto democratico, non concepisco l'attacco violento da Urbano Cairo, con la conseguenza di aver ricevuto minacce pubbliche e private. Non si offende dando del giuda e traditore. Lui mi conosce e sa quanto sono innamorato di questo sport, cercherò sempre di fare il bene del calcio. Rimetterò il mandato da consigliere in settimana e, nel caso di sfiducia, accetterò ben volentieri".


Tags: inter beppe marotta superlega

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