Di quell’11 che tutti ricordano come una filastrocca (Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, JAIR, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso) sono rimasti vivi ora solo in tre: Bedin, Guarner e Mazzola. Di quella grande Inter che con Helenio Herrera vinse tutto è venuto infatti a mancare anche Jair.
84 anni, protagonista negli anni ’60 della ‘Grande Inter’ (con cui vinse 4 scudetti), fu campione del mondo col suo Brasile nel 1962 (pur senza giocare). Era arrivato in Italia nel 1962 da San Paolo, bocciato dal Paron Rocco per il Milan ed accolto a braccio aperte dal Mago Herrera all’Inter, dove divenne una leggenda.
Questo il comunicato dell’Inter: “É scomparso Jair. Ala destra dal dribbling fenomenale, ha vinto tutto con la Grande Inter. Quattro campionati, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, un posto nell’eternitá di una squadra leggendaria. Il Club si stringe alla sua famiglia in questo momento difficile”
Tanti i messaggi di cordoglio: “Un pensiero di gratitudine interista per Jair la freccia della Grande
Inter del Mago Herrera. Uno straordinario calciatore, simbolo di velocità, tecnica e umiltà. Con lui, l’Inter ha scritto alcune delle pagine più belle della sua storia calcistica. Grazie Jair!” e poi: “talento naturale, ala fortissima, vinse TUTTO due volte consecutivamente contribuendo a creare il mito della “grande inter” di Herrera. lo chiamavano affettuosamente “il negher”. Riposa in pace”
C’è chi scrive: ” “Papà, cosa ti ricordi di quella partita?” – “ L’Inter aveva un giocatore nero velocissimo. Calciava la palla lontano e andava a prenderla prima di chiunque altro”. Allo stadio di Dortmund – il 15 aprile 1964 – per Borussia-Inter 2-2 c’era anche mio padre. Incantato da Jair” e anche: “Quando imprimi il tuo nome nella storia e diventi una filastrocca che ogni ragazzo interista dovrebbe sapere a memoria sei una leggenda e la morte è solo relativa”
Il web è affranto: “Interista una volta interista per sempre. Onore eterno ad una leggenda” e infine: “Buon viaggio grande Jair e da lassù mercoledì dacci una mano”
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