Con Inzaghi deve guadagnarsi sempre spazio ma con Conte andava anche peggio. Alexis Sanchez si sfoga a La Voz de la Experiencia e ricorda la sua prima avventura in nerazzurro da terza punta:
“Avevo 15 minuti per dimostrare a Conte che potevo essere migliore degli altri. Quindici minuti nel calcio sono molto complicati. Arrivavo due ore prima per l’allenamento e iniziavo a correre per 15 minuti, così che quei 15 minuti potessi farli a 100, 1000. Perché non è facile riscaldarsi ed entrare, soprattutto se giochi contro la Juve, è difficile. Ero carico per quei 15 minuti. Mi sono detto “amo questo sport e poiché amo questo sport voglio dimostrarlo all’allenatore in 15 minuti”. Nemmeno i migliori giocatori del mondo lo fanno.
Una partita perdevamo 1-0 – ha ricordato -. Entrai. Gol e assist per Lautaro. Vincemmo 2-1. La partita successiva, partii titolare. Non avevo margine di errore. Sapevo che se avessi sbagliato un passaggio Conte mi avrebbe tolto. Feci due gol. Lui venne, mi strinse la mano e niente più. Arturo Vidal te lo può confermare. “Non c’è nessun giocatore come Alexis, lui è l’unico che fa la differenza”, disse Vidal davanti a tutti. I miei compagni lo sapevano”
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