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Rivoluzione Uefa: Il gol in trasferta non varrà più doppio

05/09/2018 11:17

Rivoluzione Uefa: Il gol in trasferta non varrà più doppio |  Sport e Vai

Si avvicina una svolta epocale nel mondo del calcio, paragonabile al divieto da parte del portiere di prendere il pallone con le mani sul retropassaggio di un suo difensore: nel corso del Forum tra gli allenatori è emersa la netta volontà di abolire la regola del gol in trasferta che vale doppio in Europa. Lo ha spiegato Giorgio Marchetti, direttore delle competizioni Uefa: "Gli allenatori credono che segnare gol in trasferta non sia così difficile come in passato. Pensano che la regola andrebbe rivista ed è ciò che faremo. La logica è che il calcio sia cambiato e il peso delle reti segnate fuori casa non è lo stesso di molti anni fa quando è stata introdotta la regola, la quale per molti è ritenuta persino controproducente e che, oltre a incoraggiare le squadre in trasferta ad attaccare, ha indotto le formazioni di casa a difendersi per evitare di concedere un gol che potrebbe rivelarsi fatale". E' il calcio che cambia e si evolve, giusto così. E' una regola che esiste dagli anni 60, una norma che gli inglesi battezzarono come "away-goal rule". Era il 1965. Fu riversata nelle coppe europee dalla stagione 1967/68. L'obiettivo era lo stesso dei tre punti, più o meno: incoraggiare, si leggeva nelle dichiarazioni di intenti del governo del calcio di quell'epoca, un approccio offensivo evitando sia le ripetizioni delle partite che la tremenda "lotteria", questa sì che era una lotteria, della monetina. Il primo gol "doppio" decisivo, lo segnò il grande Eusebio ai nordirlandesi del Glentoran a Belfast, era il 13 settembre 1967. Eusebio pareggiò a quattro minuti dalla fine. Il ritorno a Lisbona finì 0-0 e solo allora scattò la regola, si capì per la prima volta l'importanza di un gol fuori casa. Nel '71 anche l'Inter scoprì il nuovo mondo nei quarti di Coppa Campioni: vinse 1-0 contro lo Standard a San Siro, perse 2-1 in Belgio. Qualificata. Ma subì la legge del pendolo col Milan nella semifinale di Champions del 2003, il gol del pari decisivo fu di Shevchenko. Se i precedenti sono tantissimi, per comprendere appieno la portata dell'eventuale abolizione di questa norma bisogna ricordarsi soprattutto di quante partite sono state “battezzate” ormai chiuse proprio perchè una delle due squadre aveva segnato in trasferta. Un esempio su tutti: il Napoli nella coppa Campioni del 1987 aveva perso all'andata per 2-0 dal Real Madrid, nel ritorno segnò l'1-0 e si vede pareggiare sull'1-1 prima dell'intervallo. La gara di fatto finì lì perchè gli azzurri per quel gol preso in casa avrebbero dovuto vincere almeno 4-1. Con la nuova regola probabilmente si sarebbe assistito a tutt'altra gara, perchè col 3-1 sarebbero stati ancora in gioco.


Tags: uefa gol trasferta

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