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Padoin rivela le pazzie di Vidal e la severità di Conte

27/10/2020 11:56

Padoin rivela le pazzie di Vidal e la severità di Conte |  Sport e Vai

«Vidal era un pazzo totale. Su di lui ho gli aneddoti migliori. Quando andavamo in ritiro avevamo le guardie del corpo che ci controllavano. Non potevamo uscire e lui trovava sempre sotterfugi per eludere la sicurezza e andare in giro. Una volta si nascose in un armadio e poi per le scale pur di scappare». In un'intervista a Cronache di spogliatoio l'ex Juve Padoin rivela tantissimi aneddoti sui suoi ex compagni e in particolare sul cileno ora all'Inter: «Possiede una scuderia in patria. Noi andavamo a cena alle 8 in ritiro, Vidal arrivava sempre a filo e si metteva a tavola con il telefono per guardare le gare dei suoi cavalli. E noi facevamo gruppo intorno per seguirla con lui. Vincevano spesso». Una volta in Storari lo colpì con le brocche di frutta secca. «Marco sbroccava quando perdeva le partitelle. Quando rientrava nello spogliatoio esplodeva di rabbia, il nostro nutrizionista ci faceva trovare delle brocche piene di frutta secca da bere per idratarci e lui tutto incazzato una volta le prese e le tirò via. In fondo c’era proprio Arturo, davanti al proprio armadietto, e gli bagnò tutti i vestiti di frutta secca sciolta».

Poi l'elogio di Conte, che parte dal «primo incredibile Scudetto. Da allenatore il discorso che ci fece quando mancavano 4 gare fu decisivo, ci disse di crederci perché il Milan era in difficoltà, l’impatto a livello motivazionale fu veramente pauroso. Una volta eravamo in tournée a Miami e ci aveva concesso la serata libera. Il giorno dopo saremmo ripartiti per l’Italia, così uscimmo e tornammo davvero tardi. Pensavamo che l’allenamento sarebbe stato tranquillo. E invece al mattino ci sfondò, non ebbe pietà. Lo ripeterò sempre: prima di incontrare Conte giocavo a pallone, dopo averlo incontrato ho giocato a calcio».

Altra sorpresa fu scroprire Pogba:: «Chi ci sorprese fu invece Pogba. Il suo primo allenamento alla Juventus è stato indimenticabile. Aveva 19 anni, veniva da un altro mondo. Ci siamo guardati e abbiamo detto: ‘Ma chi è questo?’, mai visto niente di simile. Un fenomeno. Gli piace specchiarsi, a volte andava tenuto sul pezzo ma in tante gare di Champions League ci ha trascinati con prestazioni box to box».

Antonio Conte lasciò nel 2014. «Fu uno shock, ricordo che eravamo in ritiro e non eravamo in tantissimi perché c’era stato il Mondiale. Nessuno se lo aspettava. Arrivò Allegri e si notò la sua grande tranquillità. Fu intelligente a portare avanti le idee di Conte e piano piano inserire i suoi concetti. Iniziammo a giocare con vari moduli, cosa mai accaduta prima. Allegri metteva sempre a proprio agio i giocatori, man mano che avanzavamo cresceva la consapevolezza di poter fare grandi cose».

C'è spazio anche per ricordare Mario Mandzukic ad Alvaro Morata. «Mario parlava pochissimo, ma era simpatico. Quando apriva bocca ti massacrava, in senso buono. Ti provocava per farti dare il massimo, amava dare tanto in campo per il collettivo. Alvaro invece è il ragazzo che tutti i suoceri vorrebbero avere per la propria figlia. Abbiamo vissuto da vicini di casa per anni, con il giardino fianco a fianco: si interessa dei tuoi problemi, è il primo a dare una mano ai ragazzini della Primavera, è molto sensibile».


Tags: Padoin vidal pogba

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