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Behrami non dimentica: Svizzero quando si vince, albanese quando si perde

19/10/2018 11:31

Behrami non dimentica: Svizzero quando si vince, albanese quando si perde |  Sport e Vai

Non sarà nè il primo nè probabilmente l'ultimo doppio ex per Udinese-Napoli, visti i tanti affari fatti dai due club negli anni e che potrebbero anche proseguire in futuro, ma Valon Behrami, colonna dei friulani, ha ricordi importanti degli anni in azzurro. Parlando a Dazn racconta la scaramanzia che si porta dietro: "I capelli sono una cosa scaramantica: nel 2009, quando mi sono fatto male, è stato l'unico periodo in cui mi sono tolto il biondo. Tuttora la gente si meraviglia che li tenga così a 33 anni, ma..". A Udine è il capitano: "Indossare la fascia di capitano in una squadra di serie A è un ruolo importante: se dovessi mostrarmi io negativo so che porterei appresso con me metà della squadra, ovviamente. Forse anche di più. Quando ero alla Lazio c'era Di Canio, un trascinatore anche al di fuori e aveva un esercito di tifosi che lo seguivano. Quello che forse mi ha dato di più nella mia carriera è stato Paolo Cannavaro a Napoli: è una persona che mi ha disciplinato non solo in campo, per i momenti di troppo agonismo che avevo in allenamento ma anche nella vita fuori, per imparare a vivere una città complicata come Napoli". Behrami racconta quindi la sua vita: "Sono nato a Mitrovica che è un luogo molto particolare perchè siamo divisi da un ponte serbi e kosovari. Penso sempre a quello che hanno sopportato i miei parenti, alle vere cicatrici che hanno loro. Hanno visto cose che non si possono più cancellare, quelle della guerra che loro hanno vissuto. In Svizzera l'inizio è stato difficile, poi ci siamo integrati. Mi è spiaciuto che quando perdevamo ero l'albanese, quando vincevamo eravamo tutti svizzeri. Ci sono tante piccole cose ma non ho mai pensato nulla di negativo verso una nazione che mi ha dato tanto come calciatore e come uomo. Finito il Mondiale ho parlato con l'allenatore e ci siamo detti di andare avanti ancora due anni: mi sentivo importante, chiedevano tutti il mio aiuto. Ero aperto a questa soluzione per il futuro. Poi ricevo una chiamata che mi dice che 'ho deciso di non convocarti più'. Ho detto ' Se me l'avessi detto subito ne saremmo usciti tutti meglio. Per me non era un problema". Poi passa a raccontare l'amore per Lara Gut:  "E' stato subito molto forte. E' una persona che vive di sport, ha dei valori fortissimi. E' stata di forte ispirazione per me da quando è entrata nella mia vita: se sono una persona serena oggi è anche grazie a lei. Ho seguito le sue gare, ma non ne so moltissimo".


Tags: udinese behrami Lara Gut

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