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Allan vuota il sacco su scudetto perso in albergo e ammutinamento

30/05/2022 07:59

Allan vuota il sacco su scudetto perso in albergo e ammutinamento |  Sport e Vai

Potrebbe tornare a giocare in Italia, alla Lazio alla corte di Sarri dove fu per anni uno scuderio esemplare, ma Allan porta sempre Napoli nel cuore. Il brasiliano, oggi all'Everton, si confessa al Corriere dello sport e torna su due ferite ancora aperte per tutti i  napoletani, lo scudetto perso in albergo nell'anno dei 91 punti e il celebre ammutinamento ai tempi di Ancelotti. Si parte dallo scudetto sfumato

    «Un dolore che ricompare ogni volta che ci penso. Giocavamo un calcio raffinato come nessun’altra squadra sapeva fare. In genere, nel calcio, viene ricordato chi vince; invece, fateci caso, se si cerca un riferimento tecnico del recente passato, spesso si cita quel Napoli. Una sintonia unica, la squadra più bella».
   

«Accadde alla vigilia, davanti alla tv, nel momento in cui ci rendemmo conto che era finita, perché la Juventus, che vinse in casa dell’Inter, a quel punto aveva un calendario agevolissimo. Capimmo, in quella serata, quanto sia difficile vincere il campionato in Italia. E fu sotto gli occhi di tutti. Noi ci trovammo senza energia, eravamo distrutti, quel risultato divenne per noi frustrazione».

C’è spazio anche per l’ammutinamento


    «Vicenda triste, sulla quale sono state riportate inesattezze. Ma io non vorrei adesso stare qui a parlare. E comunque la verità non si è mai saputa. Intanto, sgombero il campo da una falsità: che i calciatori fossero contro Ancelotti».

Si  disse che proprio Allan fu uno dei promotori dell’ammutinamento.

    «Ruolo che mi venne incollato addosso e ho dovuto condividere con un paio di miei compagni, con Lorenzo, ad esempio. Mentre invece quella fu una scelta di gruppo e il Napoli sapeva che ritenevamo ingiusto andare in ritiro. Passai, con Insigne, come uno dei capi. Io che ero infortunato e che non potevo non essere lì, che non giocai quella volta, scoprii di essere ritenuto un ideologo della sommossa. C’è chi aggiunse che ce l’avevo con Carlo, la persona più speciale che abbia incontrato e che mesi dopo mi avrebbe voluto con lui all’Everton. Ci furono malintesi che si sarebbero potuti chiarire, ma venne imposto il silenzio stampa e quindi fu impossibile parlarne».


Tags: napoli ammutinamento Allan

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