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Ex arbitro Marelli fa chiarezza su rigori dati e negati per Juve e Napoli

31/10/2019 10:46

Ex arbitro Marelli fa chiarezza su rigori dati e negati per Juve e Napoli |  Sport e Vai

Gran lavoro per l'ex arbitro Luca Marelli che sul suo blog si è soffermato su tutti gli episodi arbitrali discussi di ieri e in particolare Su Napoli-Atalanta e Juve-Genoa. Questi i passaggi essenziali, partendo dal Napoli e dal rigore negato su Callejon: "Callejon recupera un pallone sui 18 metri, tenta di entrare in area e viene travolto da Pasalic:

la sensazione netta è che il contatto sia avvenuto a cavallo della linea dell’area di rigore e che, pertanto, il VAR avrebbe potuto spostare il punto di contatto. Magari nei prossimi giorni l’AIA ci dimostrerà che la punizione dal limite era la decisione corretta ma, sulla base delle immagini a disposizione, il dubbio è molto forte.

 

Al minuto 84 l’episodio di cui si discuterà molto nei prossimi giorni.
Sul cross di Mertens, Kjaer perde il contatto col pallone in un momento nel quale lo stesso è ben lontano da lui e Llorente. Kjaer abbandona il controllo visivo del pallone e si preoccupa solo di contrastare (senza contesa del pallone) l’attaccante del Napoli:

non ha senso attaccarsi al gomito alto di Llorente: l’attaccante del Napoli stava saltando ad una certa distanza dal difensore ed il contatto con Kjaer è stato provocato dal difensore stesso che si è mosso verso Llorente disinteressandosi completamente del pallone. Incolpare l’attaccante per il contatto col gomito è senza senso:
Questo è chiaramente un calcio di rigore ma ci sono altri particolari da evidenziare:
– il VAR non poteva farci assolutamente nulla. Parliamo di protocollo, parliamo di direttive, parliamo di linee guida, parliamo di quel che volete ma ormai sappiamo che un episodio di questo genere, sotto il controllo dell’arbitro, è fuori dalla competenza del VAR;
Giacomelli non può scegliere di non giudicare. In episodi come questi è inconcepibile pensare di lasciar correre: o è fallo per la difesa oppure è calcio di rigore. Un comportamento del genere (lasciar correre perché non ci ha capito niente, tanto per dirla chiaramente) non ha senso, non ha alcun fondamento e, soprattutto, mette nei casini (scusate il francesismo) il VAR che si trova nella scomodissima situazione di dover decidere ciò che non può decidere;

Juventus – Genoa 2-1, arbitro Giua

 

Al 50esimo minuto il Genoa rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Cassata. La seconda ammonizione è dovuta a un fallo su Dybala: Togliamoci il dubbio, il contatto su Dybala c’è, Cassata strattona l’avversario: Non è, però, un fallo imprudente e, pertanto, l’unico motivo che possa giustificare l’ammonizione è l’aver interrotto un’azione potenzialmente pericolosa.
Il problema è che tale lettura non ha alcuna base: la difesa del Genoa è schierata, la porta è distante 35 metri almeno, senza fallo difficilmente Dybala avrebbe potuto mantenere il possesso del pallone. La seconda ammonizione non ha alcun elemento a supporto.

Al minuto 94 la Juventus trova la rete della vittoria su calcio di rigore, guadagnato e trasformato da Ronaldo.

 

 

Buona la posizione di Giua che non ha alcun ostacolo visivo di fronte a sé. Ronaldo cade a terra e l’arbitro fischia immediatamente il calcio di rigore:

Sanabria allunga la gamba destra, tocca leggermente lo stinco sinistro di Ronaldo che cade a terra con qualche attimo di ritardo.
C’è pochissimo ma in campo fischiare il calcio di rigore per la dinamica dell’azione ci sta. Il VAR, come ormai sappiamo, nulla può: per quanto si tratti di un contatto lievissimo, il contatto stesso c’è e, pertanto, il protocollo impedisce qualsiasi margine di intervento.
Siamo di fronte al solito problema: in presenza di un contatto, per quanto molto marginale, la scelta del campo non può che essere confermata.

Il paradosso del protocollo si concretizza un paio di minuti dopo.
Cuadrado, in piena area di rigore, allarga il braccio destro ed impatta il volto di Gumus:

Contatto leggerissimo anche in questo caso ma, a differenza di quanto accaduto due minuti prima, Giua non fischia e, ovviamente, il VAR nulla può anche in questo caso: qualunque fosse stata la decisione, il protocollo non consentiva spazi di manovra.

Il paradosso è proprio questo: o sono entrambi calci di rigore oppure nessuno dei due episodi è meritevole di massima punizione. La rigidità del protocollo, però, porta a questi estremi: in una metà campo un contatto leggero viene punito col calcio di rigore, nell’altra area nulla.

Oggettivamente così non si può andare avanti.


Tags: rigore Llorente callejon

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